Faisa Cisal, ecco il farWest del trasporto pubblico molisano

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Come la politica e le aziende utilizzano i soldi pubblici peri propri interessi.
Agli occhi dell’utenza e dei lavoratori il servizio del trasporto pubblico locale della Regione Molise potrebbe sembrare solo scadente, per l’arretratezza incontestabile del settore (assenza di know how, inefficienza, violazione di regole, insicurezza, scarsa pulizia ecc. ecc.), in realtà un’analisi più approfondita dimostra che è anche peggio, per l’onerosità e per l’inefficienza incontrollata che grave sulla collettività. Infatti gli unici a volere che la situazione resti invariata sono la politica e le aziende. Le aziende pensano solo a fare utili, senza alcun obiettivo di miglioramento, sia nell’offerta del servizio sia nel rapporto con i dipendenti. La politica dal canto suo da un lato strizza l’occhio alle aziende per avere un aiuto elettorale, dall’altro minaccia una risoluzione contrattuale che non sembra in grado di perseguire, permettendo alle aziende di fare il comodo loro, senza controlli e sanzioni, a discapito dei lavoratori sempre più costretti a sopportare i soprusi e k ritorsioni dei datori di lavoro.
Oggi vogliamo portare all’attenzione della collettività un caso emblematico, quello delle spese legali. Contrariamente a quanto previsto dalla legge (Reg. CE n.1370/07, art.4, comma 1/c), la Regione Molise ristoma le spese legali delle aziende del trasporto pubblico, addirittura le paga anche quando i comportamenti errati delle aziende causano oneri per spese legali. Esemplare è il caso di un’azienda che ha fatto causa alla Regione, ha perso in giudizio e k spese legali sono state sostenute dalla Regione stessa. La regione giustifica che la verifica dei bilanci delle aziende porterebbe al recupero di tali somme, ma così non è mai successo, sia perché i revisori potrebbero anche non rilevare le sovrafatturazioni ed i minori incassi sia perché la precedente verifica si è conclusa con un credito mai recuperato dalla Regione. Insomma il meccanismo è ben rodato, ma la questione non è solo economica, la presenza fissa dei numerosi consulenti legali nelle trattative o nei rapporti con la regione, rende difficile qualsiasi accordo, anche perché il legale non è utilizzato per la verifica di rispondenza degli atti alle normative, bensì per supportare le decisioni, spesso irrazionali e dispotiche, delle società (turni, fermate, transiti su strade vietate, obbligo dell’uso del mezzo privato, sanzioni, ecc…).
State sereni, il futuro del Molise e del trasporto pubblico è pieno di speranza! …non peri dipendenti ed il cittadino.

Emilio Santangelo

Faisa Cisal Molise