Essere mamme in Molise: impossibile nascere a Isernia, a Termoli attrezzature e celebrazioni inutili

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Una festa della mamma, quella che è stata celebrata ieri in Molise, dal sapore più agro che dolce.

Ad Isernia la protesta organizzata dalle donne dalle mamme della provincia. Davanti all’ospedale Veneziale, dove dal 26 dicembre staziona la tenda del sindaco Castrataro.

A Isernia il consiglio comunale ha deliberato di presentare il ricorso al Tar contro il Pos. Intanto mamme, donne, nonne in protesta. Se il Pos 2026-2028 restasse così com’è dal 2027 non ci sarebbe più nessun nato a Isernia. Un disservizio per tutta la provincia, ma anche un motivo in più per scoraggiare la natalità, in un Paese, l’Italia, dove le culle restano sempre più vuote.

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Sapere di dover scappare a Campobasso, per una donna che sta per partorire non tanto a Isernia, ma nelle aree interne di Agnone o peggio ancora Capracotta o San Pietro Avellana, è un problema. Tanti bambini rischiano di venire al mondo in ambulanza come avveniva 50 anni fa.

E intanto a Termoli si spendono soldi e molti soldi per le mamme di serie A. Quelle che avranno un reparto maternità di alto livello tecnologico. Pieno di quadri che possono rilassare e rappresentare la famiglia tradizionale. E in più un sindaco che, proprio ieri, ha deciso di inaugurare una statua da 20mila euro che rappresenta il sacrificio della figura materna.

Siamo d’accordo con le donnedem e in particolare con la presidente regionale Manuela Vigilante: quei 20mila euro potevano essere donate alle mamme in difficoltà. Non per forza tramite i centri antiviolenza o le case rifugio. Anche istituendo un fondo, a Termoli, da destinare alle mamme maltrattate single e povere , di supporto al rei o al reddito di libertà. Utilizzabile per pagare un affitto di casa per almeno un anno o due anni. Allora si che l’amministrazione avrebbe celebrato davvero le mamme. Non con statue che sembrano evocare regimi di cento anni fa che imponevano la natalità come condizione sine qua non per una società di rispetto.

Se queste sono le condizioni per le mamme molisane giustamente ieri non c’è stato nulla da festeggiare. In una provincia non si può nascere e nell’ altra ci sono celebrazioni troppo trionfali per mamme che invece avrebbero avuto soltanto bisogno di un aiuto quotidiano per farcela.