Esclusivo sanità: estate rovente al Veneziale. Tra denunce di dipendenti, gettonisti all’assalto e privatizzazione selvaggia della sanità pubblica

Dopo aver pubblicato la lettera – denuncia di un dipendente della Asrem su condizioni lavorative e organizzative, che esprime tutte le lamentele messe alla attenzione della Asrem e del Project Manager del Veneziale, non accenna a risolversi minimamente l’attenzione sulle criticità che vengono fuori e che sono state raccontate, come abbiamo potuto apprendere. A conferma, è bastato sbirciare sull’albo pretorio e abbiamo scoperto che è stato pubblicato, appena qualche giorno fa, una integrazione alla deliberazione del Direttore Generale della Asrem, a sua firma. Viene ripresa la precedente istruttoria di luglio, per implementare la precedente delibera esecutiva, così recita, per l’assunzione a tempo di altri gettonisti, per un totale di 12 medici, di cui 3 in quiescenza, cioè pensionati. È questa la risposta della Asrem? La disciplina è quella della Anestesia e Rianimazione, ancora una volta. È noto, tuttavia, da tempo, che la Asrem non riesce a reperire personale medico, se non reclutando venezuelani, specializzandi, pensionati e gettonisti, data la scarsa attrattiva regionale. Forse, quella lettera-denuncia spiega anche perché le ragioni di tanti concorsi pubblici così deserti. È noto che i gettonisti imperversano in varie altre discipline, contrariamente a quanto va raccontando il governo di centrodestra, che non ha accennato a livello locale alcuna reazione. Peggio ha fatto l’opposizione di centrosinistra, che neanche ha colto la palla al balzo. Il rinnovo a questi dirigenti sembra avvenga periodicamente, di tre mesi in tre mesi. Viene tutto spiegato nella lettera che abbiamo pubblicato la scorsa settimana. Sono state coinvolte addirittura la Corte dei Conti, la Procura di Isernia, l’Ispettorato del lavoro, e, naturalmente, i vertici della Asrem. Ne sono stati portati a conoscenza il sindaco Castrataro e il Prefetto di Isernia, Giuseppe Montella, i NAS e i sindacati. Abbiamo cercato di capire e abbiamo scoperto che la lettera sarebbe pervenuta anonima anche ad altre testate, con cui abbiamo cercato di confrontarci senza riscontro. Chi ha fatto questa operazione si deve essere reso ben conto del conseguenze. Ma la lettera stessa non accenna ad alcun clamore, sembra essere stata come silenziata. Troppo scomoda? In effetti, da quanto si legge del suo contenuto, la forza descrittiva di una serie complicata di problemi potrebbe avere delle notevoli conseguenze. Approfondendo abbiamo anche compreso che il suo valore anonimo si nasconde dietro i regolamenti aziendali, che tappano la bocca ai dipendenti. Basta ricordare gli episodi, che portarono alla ribalta delle cronache, il dottore Pastore e il dottore Rispoli, entrambi vittime di provvedimenti disciplinari, che non hanno poi avuto alcun seguito. Tutto questo tocca anche al 118 regionale, cioè l’ennesimo bando per la ricerca di medici andato altrettanto deserto. Evidentemente non finisce qui e il destino pentro sembra segnato, all’ombra di gettonisti e privatizzazione, cui nessuno sembra voler porre la minima opposizione.


