Esclusivo da Isernia, Asrem: anestesisti figli di un Dio minore rinunciano agli aggiuntivi

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Una notizia straordinaria scuote il presidio pentro. Gli anestesisti-rianimatori del Veneziale rinunciano a coprire i turni di servizio in attività aggiuntiva. Una comunicazione al direttore generale Asrem e alle direzioni sanitarie e amministrative competenti è giunta a partire già dal 1 novembre prossimo. Blocco e indisponibilità alla copertura delle attività essenziali e dei servizi che richiedono l’attività aggiuntiva dei professionisti. Il servizio di Anestesia e Rianimazione si beneficia attualmente di soli otto dipendenti di cui tre specializzandi, vincitori di concorso a tempo indeterminato.
La posizione assunta, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stata comunicata per mezzo di una nota ufficiale. Le motivazioni addotte
sarebbero ascrivibili alle reiteratamente mancanti
rassicurazioni relative ai pagamenti dell’attività aggiuntiva svolta, su cui graverebbero pesantemente persistenti incertezze e contrastanti interpretazioni sull’applicazione del regolamento aziendale relativo all’attività aggiuntiva, instaurato poco più di un anno fa ex novo. Risulterebbero arretrati gli oneri dei pagamenti relativi a gran parte del 2025 e a diversi mesi del 2024, pari a circa dodici mensilita’. Il paradosso sarebbe che, nel medesimo tempo, cioè a partire dalla applicazione del regolamento sono stati arruolati
medici venezuelani e specializzandi. E ben sette libero professionisti e pensionati. Ciò avrebbe generato gravi discriminazioni contrattuali e organizzative, non più sostenibili da parte dei dirigenti dipendenti della Asrem. Ancor più umiliante la condizione per effetto della quale ai libero professionisti verrebbe consentito, pur in una pubblica amministrazione, di non marcare i turni di servizio con regolare badge di presenza. L’attività dei suddetti gettonisti sarebbe caratterizzata da una serie di facilitazioni da parte della Asrem. Dal mancato obbligo di rispondere alle finalità di copertura dei servizi nella loro totalità. Se non nell’ottica perversa, viceversa, di condizionarne gravemente, sia qualitativamente che quantitativamente, i carichi di lavoro. I gettonisti sosterebbero comunque uno scarso apporto complessivo ai turni di servizio, per esempio rispetto ai festivi piuttosto che ai turni notturni, liberi di decidere quando e quale turno svolgere e quale no. Sarebbe configurata la libertà contrattuale concessa di conseguenza dalla Asrem di non presentarsi a lavoro o ad esempio in ritardo, liddove si configuri un impedimento o altro impegno, senza doverose giustificazioni. Soprattutto la retribuzione puntuale e mensile ad 80 euro l’ora, con fondi di spesa, a questo punto ignoti, viene facilitata addirittura da autocertificazioni individuali vidimate dell’orario svolto. Una situazione poco trasparente e poco accettabile, che si proroga da tempo, e che renderebbe un’idea ancora vaga del sospetto di una integrazione evidente con il sistema privato di fatto anomala. Che porrebbe condizioni di lavoro ulteriormente onerose e difficoltose nei confronti dei dirigenti medici dipendenti.
Ci risulta che anche il NAS sarebbe più volte intervenuto al fine delle verifiche di controllo. Ma non finisce qui. Con il blocco delle attività aggiuntive a questo punto verrebbe ulteriormente sdoganata la necessità di ottenere la disponibilità a coprire le esigenze della unità operativa di Anestesia e Rianimazione da parte dei dirigenti gettonisti. Si implementeranno le problematiche inerenti i turni di servizio, che dovrebbe ulteriormente servirsi dei dirigenti medici specializzandi, dotati di relativa autonomia essendo in formazione, secondo le prescrizioni del noto decreto Calabria. Dunque ulteriormente ponendo a rischio le garanzie dei livelli minimi di assistenza ai pazienti già carenti.
Come se non bastasse il decreto del governo del 17.06.2024, reso applicativo dallo scorso 31 luglio, limita fortemente l’utilizzo dei gettonisti e libero professionisti in ambito pubblico, proprio per evitare oneri di spesa eccessive e la accreditata ipotesi di una tipologia di lavoro e disservizio essenzialmente mercenario, che poco si inserisce nell’ottica di stabilità dell’organizzazione ospedaliera. E che al Veneziale evidentemente sembra stia creando non pochi problemi che stanno venendo a galla. È stato forse per questo che la Asrem si è affannata a rinnovarli per tempo esclusivamente fino al 31 dicembre prossimo? O ci attendono altre sorprese? Due unità mediche hanno recentemente presentato le dimissioni volontarie e probabilmente bisogna iniziare a chiedersi perché mai. O perché mai non si reperiscano specialisti in tutta la Asrem.
Sulla stessa linea sembrerebbero anche pronti raffiche di decreti ingiuntivi a carico della Asrem, già con i conti palesemente in rosso, visto il notorio disavanzo. Senza calcolare quelli già partiti. Se pensiamo poi a quanto la Regione Molise si è impegnata a favore di Responsible Research, struttura convenzionata allargata ma in default, qualcosa non torna. I dipendenti pubblici sono figli di un dio minore?
È la fine della sanità pubblica? Chi sono i cavalli di troia?