Emergenza idrica a Campobasso: colpa della siccità ma anche di guerre interne tra i gestori

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di Fabio A.

Continua l’ emergenza idrica in Molise e in particolare a Campobasso città dove, nonostante un’ estate dove non sono stati emessi provvedimenti in merito, dal mese di settembre assistiamo quotidianamente a chiusure notturne dei serbatoi di acqua che interessano talvolta tutta la città di Campobasso.

In particolare in questi giorni a causa della riduzione dell’apporto idrico fornito da ASR Molise Acque conseguente al calo dell’erogazione dalle sorgenti e dell’impossibilità di una maggiore fornitura, saranno operate le seguenti chiusure sui serbatoi CESE BASSO, CESE ALTO, MONFORTE E CALVARIO:
dalle ore 23:00 del 30/09/2024 fino alle ore 05:00 del 01/10/2024 dalle ore 23:00 del 01/10/2024 fino alle ore 05:00 del 02/10/2024 dalle ore 23:00 del 02/10/2024 fino alle ore 05:00 del 03/10/2024 dalle ore 23:00 del 03/10/2024 fino alle ore 05:00 del 04/10/2024
Questo consentirà presumibilmente, secondo le previsioni tecniche ed in coerenza del flusso idrico fornito e confermato in entrata da Molise Acque, di scongiurare una chiusura diurna.

Gli orari ed i giorni di chiusura necessari a gestire la risorsa idrica saranno aggiornati compatibilmente con le verifiche tecniche sui serbatoi, mediante pubblicazione su sito istituzionale della GRIM Scarl, del Comune di Campobasso e a mezzo stampa. In ogni caso, per ogni tipo di dubbio o necessità, si invita a contattare Grim al numero 0874 1919702 (h24 – 7 giorni su 7).

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È soltanto la grave siccità la causa di queste chiusure di acqua, che hanno portato anche a doversi rifornire dalla Protezione Civile nel quartiere Cep di Campobasso, oppure ci sono ulteriori motivi dietro a queste scelte?

Inizia oggi il nostro viaggio alla scoperta di questo problema che, proprio questa mattina, grazie a una interpellanza e una interrogazione arriverà sui tavoli del consiglio regionale.

L’interpellanza, a firma dei consiglieri Salvatore, Facciolla, Fanelli, Gravina, Primiani, Romano e Greco, ad oggetto “Servizio Idrico Integrato e emergenza idrica”; e l’nterrogazione con risposta orale, a firma dei consiglieri Gravina, Primiani, Salvatore e Greco, ad oggetto “Interruzione flusso idrico città di Campobasso nel giorno 12 maggio 2024 – richiesta chiarimenti”.

LA PRIMA ORDINANZA SINDACALE A CAMPOBASSO.

Che potesse essere un’ estate dura lo aveva ipotizzato la sindaca già dal 4 luglio scorso. In linea con quanto avvenuto anche negli anni passati aveva stabilito il divieto di utilizzo di acqua potabile fino al 15 settembre. L’ordinanza riguardava prati, giardini, orti , piscine e invasi e anche il lavaggio di autovetture.

L’ordinanza prevede inoltre che “per le sole attività orticole cittadine, l’irrigazione resta consentita mediante utilizzo di acqua proveniente da pozzi o sistemi di accumulo di acqua piovana o, nei casi di orti sprovvisti di tali sistemi, mediante l’utilizzo di sistemi ‘a goccia’, esclusivamente dalle 19 alle 21”. Resta esclusa dalle limitazioni “l’attività di irrigazione di alberature pubbliche, parchi, giardini e viali cittadini di recente impianto”. Per i trasgressori, “salvo che il fatto non costituisca reato più grave”, sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.

LA SICCITA’ CONTINUA E I PROBLEMI STANNO PER ARRIVARE.

Nel frattempo a Campobasso continua a non piovere. Ma mentre in Comuni come Agnone l’ acqua è stata razionata, in città andava tutto bene.

Ma il sospetto che siano altre le ragioni delle chiusure settembrine si fa sempre più forte quando vengono alla luce altri dati di cui andremo a parlare.

Dopo il 6 settembre, in seguito alla riduzione dell’apporto idrico da parte di Molise Acque, la società GRIM Scarl – Gestione Risorse Idriche Molisane, ha comunicato per la prima volta la chiusura temporanea dei serbatoi Cese Alto e Cese Basso.

Questa, secondo quanto riporta il quotidiano online primonumero.it, potrebbe essere la conseguenza della guerra tra Molise Acque e Grim che ha una data di esplosione: 21 agosto.

È questa la data in cui Exergia S.p.A. (l’azienda che fornisce energia elettrica) ha inviato una diffida a Molise Acque. Si tratta di dover sanare un debito con un pagamento di ben 963mila euro per fatture insolute. Ma non finisce qui perché per sanare il debito con Energia il 30 agosto, Molise Acque, ha inviato una diffida formale a GRIM, sollecitando il pagamento di un debito di 12.277.177,23 euro per i servizi di fornitura idrica. Il debito andava saldato entro le 17:00 del 2 settembre 2024. “In caso di inadempimento- si legge nella lettera di intimazione- Molise Acque si riserva di attribuire la responsabilità dei danni esclusivamente a GRIM”.

La risposta di Grim arriva il giorno dopo, ossia il 3 settembre in cui i responsabili inviano una lettera in cui si contestano le accuse mosse da Molise Acque. GRIM accusa l’azienda idrica di cattiva gestione finanziaria e decisioni unilaterali. “Tale piano avrebbe permesso di saldare un debito di oltre 7 milioni di euro, ma è stato respinto senza una motivazione adeguata“, afferma Grim.

Il 5 settembre il collegio sindacale di Grim ha rigettato le accuse di Molise Acque pronta a intraprendere azioni legali per difendere la propria posizione.

I CITTADINI SUI SOCIAL, USCIAMO DA GRIM TUTTO TORNI NELLE MANI DEL COMUNE

Le continue aperture e chiusure dell’ acqua stanno provocando danni alle vecchie tubature di Campobasso. Dopo il caso del Quartiere Cep di Campobasso esploso il 22 settembre, il 28 è stata la volta del centro storico di rimanere senza acqua per tutto il giorno. Provocando danni anche alle attività commerciali del capoluogo, soprattutto la ristorazione, costretta in alcuni casi a non poter garantire nemmeno la panificazione.

È il caso di via Marconi dove, prima della chiusura dell’ acqua ne sono stati sprecati molti metri cubi.

Ma chi è Grim? Lo spiegheremo qui.
Grim è una società pubblica di cui sono soci i Comuni ma che è stata affidata, con la responsabilità dei Comuni, ad amministratori scelti dagli stessi.
Tutti i comuni hanno aderito a Grim per non perdere i fondi del PNRR.
Il consiglio di ammistrazione risponde ai Sindaci (azionisti di Grim) e i Sindaci, quando si registrano problemi come quelli delle ultime ore, potrebbero azzerare il CdA. Cosa che finora non è avvenuto.

IL PROBLEMA SICCITÀ PERSISTE

La portata delle sorgenti del Biferno deve essere di 1800 litri al secondo. Sul Molisano destro 700 litri al secondo. Al Molisano centrale 600 litri al secondo. Gli altri 500 litri al secondo vanno in alveo. Di questi trecento litri al secondo vanno in Campania.

Il problema è quindi, come abbiamo detto più in alto, resta energetico. Per portare l’ acqua a Campobasso va sollevata da Bojano. E occorrono circa 80 milioni di kw/h all’ anno.

L’inefficienza gestionale dipende dalle nomine di un apparato politico che sceglie i dirigenti che non sono solo ingegneri e geometri.

Se si tratta di una questione di perdite a Campobasso ci sono sempre state. Andrebbero fatti, allo stesso tempo,riscontri sull’utilizzo della risorsa idrica a Campobasso. Andrebbero fatti controlli più stretti sull’ effettivo rispetto delle ordinanze sindacali del luglio scorso.

Sarebbe importante un’ azione per il futuro. Creare un collegamento tra la diga di Occhito e l’invaso del Liscione dove spesso si verifica un eccesso di acqua che va a finire in mare.
Ricordiamo che la diga di Occhito riesce a contenere fino a 250milioni di metri cubi mentre il Liscione 149 milioni di metri cubi. La diga di Occhito, che spesso resta in penuria di acqua copre il 30% di risorse in Campania, 30% Puglia e 40% Molise. Il collegamento tra Liscione e Occhito dovrebbe permettere di travasare nella diga di Occhito gli eccessi di Liscione che altrimenti finirebbero in mare e soddisfare quindi le richieste di tutto il territorio.