Elezioni regionali, la riflessione di Alternativa: con l’astensione abbiamo vinto ancora

di Alternativa Molise
Senza clamore e senza gloria abbiamo vinto l’ennesima tornata elettorale. Noi oscurati dal mondo e nel mondo andiamo ancora una volta orgogliosi di noi stessi a testa alta. Le logiche di Alternativa hanno sempre rappresentato la verità. È proprio per questo che veniamo oscurati. Non ne abbiamo timore. Non abbiamo l’ossessione del consenso a tutti i costi. Non vogliamo contare, a questo punto, nelle logiche semplificate della spartizione del potere. Per fare cosa? Lo sfacelo regionale che è sotto gli occhi di tutti? La svendita dei nostri territori? La svendita di un paese vittima della logica dei numeri e delle contrapposizioni? A cosa serve questo enorme baraccone della politica attuale? Rappresentiamo quel branco di cittadini diversi, non omologati, figli delle offensive continue al senso civici. Siamo pochi. Non importa. Abbiamo un progetto per il paese. E in tutte le occasioni lo rendiamo presente. Soprattutto abbiamo compreso che in questa fare storica, fintamente bipolare e di restaurazione post – cinquestelle non si può che agire facendo cultura. Richiamandoci al rigetto delle perverse logiche dell’immobilismo atroce in cui è attanagliata questa regione. Si fa fatica a dire cos’è che vada bene. Cos’è che funzioni.
Stiamo cercando di generare una minima consapevolezza di un pensiero necessariamente critico al sistema politico regionale. E non solo. Quello della DestraSinistra. Quello di un teatro che vede due contendenti e rispettive tifoserie esistere esclusivamente per spartirsi la torta del potere. Se nulla cambia nel nostro Paese in fondo è per questo. Perché ogni volta che si affaccia un cambiamento esso puntualmente delude. Sistemarsi sulle poltrone. Nel piccolo Molise vi è chi vi è incollato da tempo immemore. Per questi chiacchieroni è di vitale importanza. Una logica che pervade, avendoli individuati, a più braccia, altri sistemi, particolarmente quello della gestione della giustizia da parte delle procure, della amministrazione della sicurezza e dell’ordine sociale. E del sistema di informazione dall’altro, umiliato dai lacchè e prigioniero dei padroni di turno.
Ha vinto l’astensionismo. La sua decantazione dura giusto qualche ora all’esito delle risultanze elettorali. Poi contano i voti e le poltrone. E il dolce fare niente bivaccare, postare ed emozionare per la durata dell’incarico.
La maggioranza del Paese lo ha compreso. Siamo in una crisi democratica terrificante. I garanti della Costituzione fingono di non vedere ed ascoltare. Va avanti, sprofondando, questo enorme baraccone a mo’ dei un titanic. Al momento la grande soluzione è, per noi, non rendersi complice. Non fingere di scegliere. Non scegliere il meno peggio e le false ideologie della retorica. Non credere più alle favole. Non cascarci più. E generare quella che presto rappresenterà la demolizione della democrazia parlamentare nel Paese e nei territori. Presto questo castello fatato si sgretolerà su sé stesso. Anche grazie a noi.
Alternativa C’è. Auguri. Avanti così.


