Elezioni comunali, in Molise le riconferme di un popolo troppo stanco per prendersi la responsabilità del cambiamento

Il Molise è una terra conservatrice. Nella giornata di ieri ha riconfermato tutti o quasi i sindaci già presenti sul territorio dei 19 comuni al voto. Fatta eccezione per Roccavivara dove Angelo Minni passa all’opposizione del neo eletto Giuseppe Di Renzo.
Tutti riconfermati i sindaci dei tre comuni maggiori. Daniele Saia ad Agnone con una prevedibile percentuale bulgara su Marco Cacciavillani. Riconfermando quasi tutta la sua vecchia amministrazione.
Cambio paese ma musica uguale anche per Carmine Ruscetta a Bojano. Anche qui una percentuale del 77% faceva quasi pensare che la lista di Taddeo fosse stata creata apposta per evitare la storia del quorum. Ma le schermaglie degli ultimi giorni hanno quasi escluso questa eventualità.
Andiamo sulla costa e arriviamo a Montenero di Bisaccia dove l’ alleanza di Roberti con alcune frange del Pd ha portato a riconferma sicura per Simona Contucci, che ha praticamente sbaragliato la concorrenza di Nicola Travaglini (e di Pallante) e di Gaetano De Risio ( con D’ Ascanio). I numeri sono impietosi: 57%, 27,% e 16%.
La sinistra di De Risio piazza i consiglio solo il candidato sindaco. Campagna elettorale segnata da esclusioni e da ricorsi elettorali vinti da parte dei due sfidanti.
Nei comuni più piccoli si evidenziano le riconferme di Antonio Tomassone a Pietracatella, in un paese che ha deciso di ridargli fiducia. E quella dell’intramontabile Rosario De Matteis a San Giuliano Del Sannio. Come amanti delle quote di genere sottolineamo anche la riconferma di Nunziatina Di Nucci a Sant’ Angelo del Pesco.
Avranno fatto davvero tutti bene sui propri territori. Noi ce lo auguriamo davvero. Ma troppo spesso i mancati cambiamenti nascondono un’ altra cosa: la rassegnazione. Intanto in quasi tutti i comuni quasi un elettore su due non si è recato alle urne. Negli altri casi si tratta di elettori o legati in qualche modo alle famiglie dei candidati consiglieri ( nei comuni con meno di 15 mila abitanti non è previsto il voto disgiunto) oppure di persone che ormai hanno assimilato il concetto: è così e basta, non esiste la forza di cambiare.
In un mondo politico che cambia per causa delle guerre a livello internazionale, dei continui spostamenti di casacche e partiti in parlamento, a livello locale si sceglie la tranquillità nemmeno del cambiare tutto per non cambiare niente. Ma di non cambiare affatto.


