È sparita la sanità: dopo il terremoto della denuncia-esposto di un dipendente pubblico la politica si è ammutolita e il Molise dell’omertà mafiosa è già in campagna elettorale

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Che i molisani debbano rinunciare alla sanità pubblica è un dato di fatto. Un diktat dall’alto. Le recite non servono più. Opera dei vari governi centrali, che si sono susseguiti, in primis. Uno dopo l’altro, colpevolmente, da destra a sinistra. Abortire un diritto, dirottare tanti denari e interessi prioritari dei territori, è una manovra strategica fondamentale. Tenere al guinzaglio le masse su necessità e diritti prioritari, come la salute e l’economia familiare e individuale in toto, è il cardine di una azione distruttiva, avversa al popolo. Generare distorsioni, falso paladinismo, e tenere un problema irrisolto alimenta consenso e ricatti elettorali, basati sulle esigenze quotidiane della gente. Soprattutto a destra, dove hanno sempre in mente uno stato di diritto concepito come privilegio per qualcuno, per interessi e potere, privatizzando servizi pubblici e liberi, viceversa doverosi in una condizione di civiltà democratica e statale. In tutto questo ci marcia l’amichettismo di maniera, quello che fa soldi e consenso, appunto, sulle spalle dei diritti dei cittadini. Aj voglia a riempire la bocca di chiacchiere e propaganda. Per non parlarne a sinistra, che quando va al governo fa anche peggio e ci va a braccetto con questi affaristi e generatori di privato interesse, facendo solo proclami nella rappresentazione del finto ed ipocrito paladinismo, che in particolare in questa regione continua ad occupare, semplicemente, l’opposto emiciclo di gestione della torta da spartire. Lenlroo esistenze, bella dinamica nota della DestraSinistra, sono solo retorica e nomenclatura. Così come non vi è alcun dubbio che la classe politica molisana sia tra le più miserabili e tragicomiche, stipendiati profumatamente, telecomandati dal regista, fautori del nulla. Se Costruire Democrazia, un movimento sulla carta di dubbia origine civica, invitata più volte al dialogo civico puro, deve gloriarsi del ripristino a Campobasso del servizio di risonanza magnetica, grazie alle plaudenti e onorevoli minacce di andare in procura ( perché a questo è condannata l’azione delle opposizioni e null’altro), allora abbiamo avuto la dimostrazione che sono anche troppe le negligenze di questi politici da strapazzo. Si diano una mossa, ogni giorno su ogni cosa, ogni minuto su ogni minuziosa iniziativa per evitare lo sfacelo regionale. E invece no, abbiamo questa sensazione. Il sensazionalismo mediatico va troppo di moda. La nostra proposta, di Alternativa Molise, di uno statuto speciale e di una riorganizzazione speciale, date anche le caratteristiche geografiche della terra regionale, diventa, in tal senso, ancora più efficace e da mettere in cantiere. È sparita la sanità, anche come argomento attuale. Dopoché qualche dipendente ha raccontato l’amara realtà, che molti non conoscono, ma che ai più conviene ignorare. Dopo la terrificante denuncia-esposto di un dipendente pubblico, resa nota, straordinariamente, solo da alcune testate, il silenzio della politica molisana è stato ancora più assordante. Non la conoscono la realtà dei fatti? E la la pseudo-opposizione di centrosinistra? E le paladini forze civiche legaliste? Dove sono? Lo ricorderemo, guardando i destinatari, perché questo silenzio lo è ancora di più. Procure, Corte dei Conti, Ispettorato del lavoro, Sindacato di lavoratori, NAS e figure istituzionali, dal Sindaco e il Prefetto di Isernia ai vertici della Asrem: nessuno pervenuto, per il momento. Questo silenzio, che sembra quasi omertoso, che ci fa tremare davanti all’ipotesi di un atteggiamento così intricato e quasi mafioso del sistema Molise, stride maggiormente con quella che è già stata, da parte nostra, una base di proposta ai fini della centrale rivisitazione delle convenzioni con le strutture sanitarie regionali. Questione mai realmente affrontata e che pesa come un macigno sulle tasche dei molisani, privati di servizi spostati al privato, che usufruisce di risorse che vengono continuamente sottratte alla sanità pubblica. Questo silenzio stride, vergognosamente, con i numeri di chi rinuncia alle cure sanitarie; con i numeri della mobilità passiva e attiva; con gli interrogativi, mai risolti, sulle verifiche dei rimborsi alle prestazioni private, da quanto sembra, mai chiarite e rendicontate; con contratti di convenzione praticamente ignoti. I famigerati quattro ricorsi ancora attendo risposte e proprio la Procura sembra ancora latente sulle posizioni critiche piste sui Fatti della Asrem, tra conferme di un direttore e la nomina dell’altro. Fatti che gridano vendetta e giustizia che tarda ad essere presente, che sembrano mai arrivare a qualcosa di concreto. Ancora più fa rumore, se nella vicina Campania si è scelto di bloccare i ricoveri nelle strutture convenzionate, per protestare contro le scelte coraggiose di ridurne i budget, che dovrebbero rilanciare, viceversa, proprio la produttività delle strutture pubbliche, vista la disperazione dei cittadini. Qui in Molise no, invece, più si indebolisce la sanità pubblica più cresce quella privata, in un circolo vizioso che vede il diritto soccombere al profitto. Questa è la grande lezione da imparare. Questo è quanto decanta anche quella lettera-denuncia di un dipendente pubblico della sanità, che sembra caduta nel vuoto e che, probabilmente, più di qualcuno vuole insabbiare. D’altronde, in una regione così piccola e indebitata fino al collo la situazione è insostenibile e presto virerà ponendo la parola fine a tutto. Tranne a questa classe di manigoldi, magnaccia e loro compari di lupara, in cambio di quattro soldi e privilegi. Si fa per dire. Ormai siamo ai giochini della prossima campagna elettorale.

ALTERNATIVA MOLISE