Duplice omicidio di Pietracatella, l’indagine passa tutta a Larino: la ricina, sostanza killer, reperibile facilmente su internet

Dopo la notizia esplosa ieri sul caso della morte del duplice omicidio di Sara De Vita e Antonella di Ielsi, ci sono stati ovvi aggiornamenti.
Intanto delle indagini, per competenza territoriale, si occuperà ora soltanto la procura di Larino. Perché si presume che il sospetto avvelenamento sia avvenuto proprio a casa delle due vittime.
Quindi anche il fascicolo che riguarda i 5 medici sarà trasferito negli uffici giudiziari di Larino.
Secondo gli avvocati Fabio Albino e Domenico Fiorda i sanitari avrebbero eseguito alla lettera i protocolli di quel tipo di caso. Il fascicolo resta aperto anche se non si esclude una possibile archiviazione.
Silenzio da parte dei legali della famiglia delle vittime, Paolo Lanese e Arturo Messere.

Ma la domanda resta una sola: chi può aver introdotto la ricina in casa De Vita? È su questo che ora la Squadra Mobile di Campobasso sta indagando in maniera febbrile.
Questo di Pietracatella potrebbe diventare uno dei tanti casi irrisolti della cronaca nera molisana e nazionale.
Basta fare una banale ricerca su internet per vedere che la ricina, come pianta, può essere acquistata facilmente anche su Amazon a prezzi molto accessibili.
Quello che resta un mistero è chi abbia potuto procedere alla trasformazione del prodotto grezzo in veleno letale.
Ed è qui che si indaga nel cerchio dei rapporti familiari e in quelli degli amici stretti. Alla ricerca della persona che fosse esperta di tutto questo. E soprattutto del collegamento tra questa persona e la famiglia De Vita stretta.
Il sindaco del paese Antonio Tommasone si dice sconvolto e sorpreso per lo sviluppo delle indagini. Si cerca anche tra eventuali dissapori all’interno della famiglia.


