DOVE TIRA IL VENTO. West Nile, Campobasso tira dritto contro la disinfestazione adulticida. La sindaca ignora proposte politiche e di associazioni ambientaliste

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Il vento in questo agosto non può che tirare nella direzione del virus West Nile. Si trasmette all’uomo solo grazie alle zanzare che ne sono unico veicolo.

A Campobasso tiene banco la discussione: disinfestazione adulticida o no?

L’ assessore all’ ambiente, plenipotenziario su questo tema, ha tenuto nello scorso fine settimana una conferenza stampa per ribadire il no all’azione sugli esemplari adulti delle zanzare.

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Riportando come motivazione che l’ Asrem non ha ritenuto necessario attivare questi protocolli perché in Molise e a Campobasso la situazione sarebbe sotto controllo.

“Al momento – ha sottolineato Cretella – non ci sono evidenze della presenza del virus a Campobasso, ma ci teniamo pronti a intervenire qualora dovessero emergere elementi nuovi. Fino ad allora, continuiamo a puntare sulla prevenzione e sull’educazione ambientale, che restano strumenti fondamentali per contenere il problema”.

Tra le raccomandazioni diffuse alla cittadinanza: evitare ristagni d’acqua nei pressi delle abitazioni, installare zanzariere, utilizzare repellenti e indossare abiti coprenti, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili, come i bambini.

Ancora una volta tutto nelle mani dei cittadini che dovrebbero invece godere di un servizio di sicurezza. Fino a quando si continuerà così?

In commissione ambiente era stato votato un documento che invitava la sindaca a effettuare anche la disinfezione adulticida. Lo aveva proposto Esposito (Fi) come primo firmatario ed è stato votato a maggioranza.

Un percorso ortodosso? Esprimiamo qualche dubbio perché sarebbe bastata anche una lettera alla sindaca che ha la diretta competenza in materia ( non il consiglio comunale). Bene a sapersi che le opposizioni si sono sensibilizzate ma sul tema è stato perso anche troppo tempo.

Lo scorso anno l’ associazione Unica Terra Molise, in quel periodo parte della maggioranza Forte, aveva già sottolineato, tramite il comitato scientifico rappresentato dalla dottoressa Annamaria Colacci, cosa si sarebbe dovuto fare per arrivare in tempo sul problema. Il documento è dello scorso settembre. Finora sono stati persi undici mesi che avrebbero messo in sicurezza il cittadino campobassano. L’adozione dell’ordinanza sindacale non è arrivata e forse non arriverà mai, se non in presenza di una epidemia. Prevenzione no?

Ecco invece cosa prevedeva il protocollo proposto da Unica Terra.

Secondo l’ associazione, che non esclude la disinfestazione adulticida, possano essere particolarmente efficaci i seguenti interventi:

  1. Piani di disinfestazione integrata: Proporremmo di verificare l’efficacia degli interventi di disinfestazione pianificati e continuativi, mediante un monitoraggio della mortalità che consenta di comprendere le ragioni della diffusione crescente delle zanzare in particolare in alcune aree. E’ nota la capacità degli insetti di sviluppare resistenza ai biocidi e, per questo, caldeggiamo l’utilizzo di predatori naturali come la Gambusia. Sollecitiamo anche maggiori e più mirati interventi nelle aree maggiormente a rischio, inclusi parchi pubblici, aree residenziali, zone umide e siti con ristagni d’acqua. Raccomandiamo una più mirata cura del verde pubblico, in particolare ai lati dei marciapiedi in aree residenziali. Consapevoli degli impatti ambientali e sanitari dei biocidi adulticidi, vorremmo, tuttavia, ricordare che il ricorso straordinario può essere contemplato qualora si ravveda un rischio crescente di insorgenza di arbovirosi e quando “ci siano livelli di infestazione che abbiano superato la ragionevole soglia di sopportazione”.
  2. Monitoraggio epidemiologico e entomologico: È fondamentale intensificare il monitoraggio delle popolazioni di zanzare e dei potenziali casi di infezione da virus West Nile, in collaborazione con il Centro di Referenza Nazionale per lo studio e l’accertamento delle malattie esotiche (CESME) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, che coordina il monitoraggio del virus West Nile in Italia. Un sistema di monitoraggio efficiente permetterebbe di agire tempestivamente in caso di situazioni critiche.
  3. Campagne di educazione e prevenzione: Proponiamo l’organizzazione di campagne informative rivolte ai cittadini, per sensibilizzarli sull’importanza di adottare comportamenti preventivi, quali l’eliminazione dei ristagni d’acqua nelle proprietà private e l’uso di repellenti. La nostra associazione, già attiva in questo campo, è disponibile a collaborare attivamente in queste iniziative.
  4. Collaborazione interistituzionale: Crediamo sia essenziale instaurare una stretta collaborazione tra l’amministrazione comunale, l’ASL, e altre istituzioni competenti per coordinare le azioni di prevenzione e controllo, garantendo una risposta sinergica e tempestiva alle esigenze del territorio. La nostra associazione è a Sua completa disposizione per fornire supporto tecnico e scientifico nell’implementazione di queste misure. Siamo certi che l’Amministrazione Comunale riconosca l’importanza di agire in modo preventivo e coordinato per salvaguardare la salute pubblica e rassicurare la popolazione.
    Restiamo a disposizione per un incontro o un confronto su queste tematiche, qualora lo ritenesse opportuno”.

La sindaca non lo ha mai ritenuto purtroppo necessario. E nemmeno l’ assessore alla sanità che mai è stato realmente coinvolto nella questione e mai ha chiesto di entrarci