Donne in rete contro la violenza, ancora un 8 marzo che non può celebrare i diritti costantemente sotto attacco

“È incredibile come, nel 2026, si debba ancora parlare di tutela dei diritti delle donne” dichiara Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. “Continuiamo a ribadire l’urgenza di fermare il DdL Bongiorno per la modifica all’art 609bis del Codice penale che Interviene su un diritto fondamentale delle donne: la libertà di scegliere se e quando avere un rapporto sessuale”.
“Abbiamo scelto di lanciare un’azione informativa sulle conseguenze possibili di questo DdL proprio in occasione dell’8 marzo perché non si torni indietro. Le donne non devono tornare a essere costrette a dimostrare di aver resistito, di aver detto no. Chi le accompagna ogni giorno nei percorsi di uscita dalla violenza sa spiegare esattamente il motivo per cui questo DdL deve essere fermato” conclude la presidente.
D.i.Relancia una mini-campagna informativa che racconta le possibili conseguenze dell’applicazione di questa modifica al Codice penale dal punto di vista di chi – quotidianamente e concretamente – accompagna le donne nell’affrontare le conseguenze della violenza e, purtroppo ancora troppo spesso, della vittimizzazione secondaria a seguito delle denunce.
Per porre l’attenzione sulla costante sottovalutazione delle vite delle donne, anche quest’anno D.i.Re aderisce allo sciopero femminista e transfemminista Le nostre vite valgono, indetto dal movimento NON UNA DI MENO per lunedì 9 marzo.


