Destra buona e cattiva: le proposte retrograde di Futuro Nazionale e Lega colpiscono sempre le donne

La settimana appena trascorsa ha centrato in Italia e in Molise, ancora una volta il dibattito sulla vita delle donne. Chi bisogna ringraziare? Ovviamente le destre. Quella che si definisce più pura e risponde al nome di Futuro Nazionale. E chi si finge moderato per essere al governo della nazione e della Regione per poi far emergere i suoi lati più intolleranti: la lega di Matteo Salvini. Nel caso del Molise, di Aldo Patriciello, che nulla dice su queste dichiarazioni.
E se Vannacci in un punto stampa della sua convention di Futuro Nazionale, sostiene che il femminicidio non esiste, ma è un reato di omicidio come un altro, Giovanni Muccio del Dipartimento regionale per la sicurezza della Lega Molise, lancia una proposta che, guarda caso, non riguarda tutte le persone che seguono l’ Islam ma soltanto le donne: vietare il velo islamico completo in tutti gli uffici pubblici per questioni di sicurezza.
Non è un caso che ogniqualvolta si voglia far tornare indietro una società si attacchino sempre i diritti delle donne. Che siano quelli di veder punito con l’ergastolo chi le ammazza, fino a quello di poter usare il velo che copra i capelli e una parte del viso, per coloro che seguono una religione diversa da quella cattolica. Siamo dell’idea che togliersi il velo debba essere una rivendicazione delle donne musulmane. Non un obbligo che proviene da uomini bianchi e cattolici, gli stessi che però non dicono nulla quando i veli li portano le suore cattoliche.
Futuro Nazionale e la Lega in questo si assomigliano, vengono dalla stessa cultura politica. E non fa niente che proprio da destra sia arrivata la prima premier donna, Giorgia Meloni, quando le proposte che arrivano sono sempre dannose nei confronti delle donne.
Per non parlare, sempre da parte di Futuro Nazionale, la proposta di ridurre le quote di genere nella prossima legge elettorale. Sostenendo che le donne ce la possono fare da sole se sgomitano. Vecchio pensiero maschile e maschilista, dare una gomitata in faccia agli altri, che hanno la stessa tua voglia di entrare in parlamento o ottenere un diritto.
Non è il concetto di sgomitare che porta all’affermazione. Perché poi 99 volte su dieci la gomitata la si prende. E molte di queste volte tocca ancora alle donne, anche nei partiti di centrosinistra, prendere il gomito nell’occhio e dover rimanere in seconda linea per sempre.
E i gay? Altre minoranze da colpire che devono stare zitte perché già guidano e possono usufruire del sistema sanitario.
La destra becera già sa che con questi argomenti, che partono dalla pancia del popolo incazzato, riuscirà a macinare voti su voti. La sinistra ha un anno di tempo per limitare i danni.


