Ddl femminicidio, Giuditta Lembo ( consigliera provinciale di parità) : ecco tutti i vantaggi per le donne

Compie un altro passo in avanti il disegno di legge per il reato di femminicidio con l’approvazione di ieri al Senato. Il testo del nuovo articolo 577-bis non introduce soltanto il reato di femminicidio, ma prevede una serie di interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime. Il decreto legge non prevede, infatti, soltanto l’ergastolo senza attenuanti per chi viene riconosciuto colpevole di femminicidio, ma inserisce anche una serie di specifiche misure per la lotta contro la violenza sulle donne come ad esempio che le famiglie e le vittime saranno informate tempestivamente in caso di sviluppi processuali, come la liberazione dell’indagato e la sua scarcerazione; saranno estese le distanze minime imposte agli imputati nei casi di provvedimenti di allontanamento e divieto di avvicinamento; i centri antiviolenza e le case di rifugio potranno costituirsi come parti civili nei processi; le misure cautelari saranno rafforzate anche attraverso la facilità di comminare la custodia in carcere, laddove la sicurezza della persona offesa lo richieda. C’è poi il capitolo della formazione e prevenzione, che richiama all’educazione interdisciplinare e ai principi di uguaglianza e pari opportunità, all’educazione alla parità tra i sessi e al rispetto delle differenze, all’affettività, alla sessualità e alla salute riproduttiva e inserisce, tra i criteri di valutazione degli atenei da parte dell’Anvur e del Ministero dell’Università e della ricerca, l’offerta formativa dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. Sono previste campagne di sensibilizzazione a partire dalle scuole secondarie di primo e secondo grado sui temi dell’aggressione a sfondo sessuale. Viene richiesto al personale scolastico e agli operatori sociali, ai sanitari e ai magistrati di formarsi sui temi della violenza di genere, sui diritti umani, sui pregiudizi e sugli stereotipi di genere e su come prevenire la vittimizzazione secondaria. Il tutto con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto, ma anche del riconoscimento delle disuguaglianze di genere e dell’inclusione. Il testo del Ddl femminicidio include degli importanti miglioramenti per gli orfani di femminicidio. A loro sono destinati dei fondi appositi ed è ampliata la platea degli orfani di femminicidio aventi diritto ai benefici già previsti. Altrettanto importante è l’estensione dei benefici economici anche ai figli di donne sopravvissute a tentativi di femminicidio, ma rimaste gravemente compromesse al punto da non poter più prendersi cura dei propri figli. In questi casi, i minori avranno diritto alle stesse tutele previste per gli orfani di femminicidio. Va valutata positivamente anche la possibilità per le vittime minorenni di violenza, a partire dai 14 anni, di accedere ai Centri Antiviolenza per ricevere informazioni e orientamento, senza necessità di una preventiva autorizzazione da parte dei genitori. L’approvazione all’unanimità del Ddl sul femminicidio è un segnale importante che il parlamento trasversalmente ha voluto dare al paese per contrastare la violenza di genere, diventata una vera e propria piaga sociale. L’introduzione del nuovo delitto però non basta, serve un impegno costante sulla prevenzione, incrementando ad esempio i finanziamenti del Piano strategico nazionale antiviolenza, in particolare per le attività di prevenzione primaria, come l’informazione e la sensibilizzazione nonché la formazione di tutti gli stakeholder che a vario titolo sono impegnate nel contrasto alla violenza di genere. In qualità di Consigliera di parità continuerò a sollecitare le altre Istituzioni preposte al contrasto di tale fenomeno affinché insieme invitiamo la Regione Molise a garantire il funzionamento del tavolo regionale contro la violenza di genere, luogo preposto alla condivisione della programmazione delle risorse che il Governo nazionale ha destinato e destinerà al nostro territorio.
Giuditta Lembo ( consigliera di parità provinciale di Campobasso e Isernia)


