Ddl Bongiorno, il 28 febbraio il convegno a Campobasso con troppe voci maschili: ecco come annacquare la lotta delle donne che da sole devono decidere quando e come esprimersi

“Libere di dire Sì, libere di dire No- Perché senza consenso è sempre violenza”.
Mentre a Roma le donne manifestano autonomamente contro il Ddl Bongiorno, attraverso centri antiviolenza femministi, a Campobasso dopo la manifestazione del 15 febbraio assistiamo invece a un pericoloso arretramento.
Perché nel convegno che dovrebbe portare a parlare del Ddl Bongiorno, almeno dal titolo così dovrebbe essere, c’è una marcata mano maschile.
L’incontro, contemporaneo alla manifestazione romana, si svolgerà nella mattinata di domani.
All’interno di una mostra dal titolo “Manifesta resistenza”. Beh le fotografie accolte dall’ associazione Tekne sono di un uomo, Michele Montano.
Quindi le immagini, seppur ritraggano donne in lotta hanno pur sempre quello sguardo maschile che orienta in un certo modo.
E le dichiarazioni dell’autore, reperite sul sito di Tekne, la dicono tutta.
“Questo racconto fotografico non è un omaggio al percorso di lotta per i diritti della donna, è una testimonianza personale della difesa quotidiana dei diritti di tutti” dichiara l’autore, che mette da parte la ricerca dell’estetica fine a sé stessa per favorire l’essere. C’è ironia, c’è memoria, ma soprattutto c’è l’anima di chi non risparmia nulla alla società civile, chiedendo di essere visto nella propria interezza”.
Di quale ironia ha bisogno questa lotta? Ve lo diciamo noi: nessuna.
Basta con il concetto tipicamente maschile secondo cui il racconto deve essere ironico.
Veniamo al convegno. Dopo il saluto della sindaca Forte c’è l’introduzione di un altro uomo: il presidente di Techne Michele Messere.
Poi a parlare saranno finalmente quattro donne: la magistrata Rossana Venditti, l’avvocata Elena De Oto, la presidente della consulta femminile Chiara Cancellario.
Le conclusioni saranno affidate all’ assessora alle politiche sociali Bibiana Chierchia.
Ma a moderare, ossia a decidere l’ordine di chi parla, di quando deve parlare e quanto arriva il terzo uomo: il giornalista Maurizio Oriunno.
In un convegno il ruolo del moderatore è fondamentale. Brutto segno non scegliere una donna: eppure l’ elenco degli oltre 800 giornalisti molisani è pieno di donne.
Nel giorno della lotta romana per il consenso a un rapporto sessuale, a Campobasso sono gli uomini a decidere chi parla e quando parla. Il peggior modo di annacquare una battaglia che è femminista, non femminile tanto per dire.
E la cosa peggiore è che questo annacquamento arriva proprio dal Pd, che a livello nazionale sta lottando seriamente contro il Ddl Bongiorno. Con a capo della lotta la deputata Boldrini che, dopo aver visto le profonde modifiche al testo di legge ha sentenziato: al posto del Ddl Bongiorno meglio nessuna legge.


