D’Alimonte a Campobasso si schiera col riarmo: impossibile pensare a una Europa forte senza un piano di difesa, gli Usa non sono affidabili come in passato

“Non c’è nulla di più difficile da prendere in mano, più pericoloso da condurre, o più incerto nel successo, che assumere l’iniziativa, nell’introduzione di un nuovo ordine di cose”.
La citazione del principe di Machiavelli è stata il punto chiave della lectio magistralis del professore Roberto D’Alimonte che è intervenuto a Campobasso a un evento del Partito Democratico organizzato dalla Federazione Medio Molise di cui è segretario Salvatore Tronca. C’era anche la Consigliera Regionale Micaela Fanelli, con il segretario di federazione di Isernia Marco Amendola e quella del circolo di Isernia Alessia Panico.
C’era quasi tutta la Giunta comunale di Campobasso as esclusione della sindaca Forte e del vicesindaco Trivisonno.
















Il tema era internazionale. Si parlava di Donald Trump, dell’ Europa e dell’ipotesi di una nuova pace mondiale.
Il professor D’ Alimonte ha proceduto prima a tracciare un profilo di Trump, paragonandolo a Grillo ma non a Berlusconi e Renzi.
“Un politico- a detta di D’Alimonte- che è riuscito a far ritornare gli americani al voto e ha aumentato i consensi nel 2024 rispetto alle elezioni del 2016 e del 2020”.
Vince perché capace di usare bene i social media a suo vantaggio e anche perché nel 1992 grazie all’ esperienza del partito delle Riforme che prese il 19% riuscì a comprendere che in America non esistono terze vie.
Ha fatto suoi i segnali di malessere e rabbia. Ha vinto le elezioni nel 2016 e nel 2024 solo perché si scontrava con candidati meno forti di lui ( Hillary Clinton e Kamala Harris).
Trump non è un accidente della storia ma nemmeno un cambiamento epocale.
“Però, sempre secondo D’Alimonte, gli Stati Uniti nella difesa non possono più garantire quella protezione all’ Europa perché il mondo potrebbe cambiare in favore della Cina e non della Russia che è uno Stato che non riesce da tre anni a piegare l’Ucraina”.
Quale la ricetta proposta ai campobassani? La stessa che propone anche il Governo: il riarmo.
E spendere almeno il 2% del PIL se non si vuole arrivare al 3,5% degli Usa. E costruire una Europa forte capace di bastarsi, anche se non è facile.
E il principe che c’entra? Nel riconoscere che in Europa non esiste un leader forte capace di trascinare i popoli.
Ascoltiamo in questa intervista il D’Alimonte pensiero sulla guerra e sul riarmo.


