Da Renato e Raffaele alla lotta alla camorra e alla violenza sulle donne: un posto al sole compie 7mila puntate a quasi 30 anni dall’inizio della soap più longeva

L’avventura televisiva è iniziata il 21 ottobre 1996. Quasi 30 anni fa. Oggi la soap più longeva in Italia “Un posto al sole” taglia un altro traguardo: quello delle 7 mila puntate. Andrà infatti in onda proprio stasera la puntata 7mila di questa storia che nasce, negli anni 90, per salvare l’esistenza della RAI a Napoli.
Che oggi ospita anche il game show “Reazione a Catena”, che si svolge in estate su RAI 1. Ma che proprio 30 anni fa rischiava di chiudere.
Da allora nacque questa soap con una coppia di attori che resiste ancora oggi sulla scena: Patrizia Rispo ( Raffaele) e Marzio Honorato ( Renato) che sono stati quasi sempre al centro della scena insieme a una presenza femminile che pur resiste all’urto dei 30 anni: la doppiatrice e attrice Marina Tagliaferri che interpreta la parte di Giulia Poggi. Negli anni si sono alternati centinaia di altri attori tra cui Maurizio Aiello ( Alberto Palladini), Alberto Rossi (Michele Saviani), Luisa Amatucci (Silvia Graziani) e Germano Bellavia (Guido Del Bue).
Ma cosa ha rappresentato Un Posto al Sole per gli italiani? Sicuramente un mondo in evoluzione dove si è dimostrato che poveri e ricchi potessero coesistere nello stesso quartiere un po chic di Napoli (Posillipo). Con Anna e Franco Boschi che partono da provenire da una famiglia non ricca e finiscono per imparentarsi con la famiglia Palladini.
I conti che hanno rappresentato la nobiltà di Napoli. Che a un certo punto della storia, siamo agli inizi degli anni duemila, perdono il palazzo e i cantieri navali che hanno gestito per un trentennio, e cedono il passo a Roberto Ferri ( Riccardo Polizzy Carbonelli) e Marina Giordano ( Nina Soldano) che dal nulla diventano le nuove persone importanti del palazzo. In “Un Posto al Sole” è possibile diventare da ricchi a poveri e da poveri a ricchi.
Ma questo lo vediamo anche nelle soap americane e in quelle italiane che nasceranno dopo sulle reti mediaset. Un posto al Sole è una soap a sfondo sociale dove si parla di droga, di violenza sulle donne e di omosessualità.
E se nei primi anni 2000 ci troviamo a combattere con la storia assurda di Eleonora Palladini ( Hélène Nardini) che stuprata da Roberto Ferri si innamora dello stesso e ci fa anche un figlio (Sandro Ferri), ci ritroveremo successivamente a vedere altre donne come Angela Poggi (Claudia Ruffo) che dopo le prime titubanze non solo denuncia i suoi stupratori ma li fa anche arrestare. Una evoluzione quindi, parallela a quello che si vede nella nostra società.
In un posto al sole oltre al giornalista Michele Saviani ci sono anche molti personaggi che negli anni propongono un modello positivo che si propone nella lotta alla camorra. Non possiamo non citare in questo senso il personaggio del magistrato Eugenio Nicotera ( Paolo Romano) che molto spesso si trova in pericolo di vita insieme a sua moglie Viola Bruni (Ilenia Lazzarin). Per uno sbaglio al posto suo perde la vita la giovane avvocata Susanna Picardi (Agnese Lorenzini).

E Sandro Ferri, figlio di Roberto ed Eleonora? Da grande si scopre omosessuale e fa di tutto per far accettare il suo amore per Claudio prima a suo padre Roberto e poi a suo zio Alberto. E oggi c’è la coppia Sasà e Castrese che dopo le difficoltà di quest’ultimo di parlare con la famiglia, riescono a trovare la loro felicità.
Un posto al sole non ha però affrontato la pandemia da Covid-19 nelle sue trame. Per questo ringraziamo gli autori. In quegli anni terribili guardare Un posto al Sole rappresentava quei 20 minuti di spensieratezza tra i panorami mozzafiato del mare di Napoli, quando tra di noi si comunicava sui balconi e con spesse mascherine di stoffa. Grazie alla RAI anche per questo. Auguriamo alla RAI altri 30 anni di longevità. Probabilmente senza Renato e Raffaele ma con altri personaggi in grado di attirare l’attenzione dei napoletani e di tutta Italia.


