Crisi Campobasso, l’opinione della direttrice: dopo il continuo silenzio della sindaca meglio andare al voto immediatamente

Sono ormai trascorsi cinque giorni dalla decisione dei membri del Cantiere Civico di rassegnare le proprie dimissioni dalla Giunta Comunale di Campobasso.
A parlare, oltre al cantiere civico, sono stati i consiglieri comunali di Centrodestra ma non i segretari regionali. Che dovrebbero farlo dopo il tavolo di confronto previsto nella giornata di domani.
Ora le quattro giornate come quelle in cui Napoli durante la seconda guerra mondiale si liberò dai tedeschi sono passate.
Oggi stanno passando anche le cinque come a Milano quando si liberò dal dominio degli austriaci.
Avremo oggi la fine delle cinque giornate di Campobasso in cui la sindaca di finalmente dice qualcosa su questa crisi.
Attendiamo quindi la sua risposta per capire se nascerà il Drago Rossoblù oppure se ci sarà la possibilità di una deposizione delle armi da parte della prima cittadina.
Secondo indiscrezioni intanto continuano le riunioni nei bar di Campobasso durante le quali gli esponenti della coalizione di centrosinistra si incontrano con i potenti del passato in cerca di consigli.
Il progetto del rimpasto in corso dovrebbe essere cosa certa. Ma senza l’appoggio di una parte del centrodestra “responsabile”, che non vorrebbe rinunciare ai fondi del Pnrr, nessuna alleanza potrebbe tenere.
Come direttrice di Controvento, davanti alla probabile nascita di questo mostro politico e davanti al silenzio della coalizione progressista penso che l’unica strada per salvare l’onore di Campobasso sia tornare al voto.
Diamo ai cittadini la possibilità di dire la propria sulla gestione fallimentare di questa amministrazione comunale.
Vero è che abbiamo già assistito a governi con Pd e centrodestra ( Patto del Nazzareno e Governo Draghi) ma è vero anche che i cittadini meritano di poter avere un governo con maggioranze vere.
Meglio allearsi con la destra per dare la parola ai cittadini che per governare insieme e non si sa quanto allegramente.
Al voto, al voto.


