Costituzione salva, il NO butta il cuore oltre l’ostacolo e vince ovunque. Ottimi risultati in tutto il Molise, stravince in provincia di Campobasso. Più contenuto il risultato nell’isernino

È ufficiale. La Costituzione è salva. Berlusconi ci ha provato nel 2006 e ha fallito. Stessa cosa Renzi nel 2016.
Ora tocca al Governo Meloni che ha preso una sonora sconfitta. I No che sono il 53,74% sono più di 14 milioni. Non hanno vinto per un solo sì ma con un distacco di oltre due milioni di voti.
Significa che le campagne scorrette, basate sull’odio verso la magistratura, la propaganda e le prese in giro del centrodestra non hanno sortito l’effetto sperato. Dodici milioni e mezzo di italiani hanno votato sì e non vanno ignorati. Ma non sono abbastanza per cambiare la Costituzione. L’Italia del No è più grande ed è pronta a inaugurare una nuova stagione di resistenza. Grazie ai tantissimi comitati sorti sul territorio nazionale tra cui Giusto Dire No, Avvocati per il No e società civile per il No, con rappresentanti eccellenti su tutto il territorio nazionale.
Il Molise non è da meno. Le guerriglie social non sono servite a nulla. I comitati in primis hanno lavorato egregiamente per far conoscere alla popolazione i rischi della Riforma. Convegni a tema, magistrati di alto livello che hanno raggiunto i nostri territori grazie ad avvocati che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo.
Ma veniamo ai dati.

In Molise il no va anche oltre il dato nazionale attestandosi al 54,70%. I sì si sono fermati al 45,3%.
Per ora prendiamo in considerazione i dati dei sei comuni dei sei vecchi ospedali.
A Campobasso il no arriva al 58,65%. I sì poco sopra il 40%. Ottimo impegno qui anche di sindaca e amministrazione comunale.

A Termoli non sono riusciti Roberti e Balice a far vincere i sì.
Anche qui record di no al 58,44% , contro il 41, 56% del sì. Un segnale importante che ha il sapore dell’avviso di sfratto per il Governatore.

A Larino, comune a forte vocazione Costituzuonalista il sì arriva al 60,83% e il no non riesce a superare il 40%.

Nei tre comuni in provincia di Isernia le vittorie sono state meno schiaccianti.
A Isernia il No arriva al 53,15 % e il sindaco Castrataro se ne attesta la paternità.

A Venafro, la terra del rais Patriciello della Lega, anche qui vince il No seppur di misura raggiungendo il 52, 91%.

Ad Agnone si è rischiato il testa a testa anche grazie al sì propagandato dal sindaco Saia.
Qui la percentuale più bassa di no che si fermano al 51, 48%.



