CONTROCULTURA/ Le api e il miele al centro di un grande progetto in due Comuni del Pesarese, tra sinergia e buone pratiche per il rilancio del territorio

di Anna Maria Di Pietro
Piandimeleto e Belforte all’Isauro, in provincia di Pesaro-Urbino, rappresentano certamente modelli da imitare per la valorizzazione del territorio attraverso le sue specificità, potenziandole ad hoc in un’ottica di sviluppo anche per altri settori, con un lavoro sinergico che sempre di più si rivela fondamentale per far fronte all’isolamento e al relativo spopolamento delle aree interne.
I due borghi marchigiani, infatti, hanno vinto il Bando regionale “Borgo Accogliente” con il progetto “Il miele del Montefeltro: api, biodiversità e turismo”, in cui protagoniste sono proprio le api e il loro prezioso “oro fluido”.
Un’idea brillante, nata da una visione comune, che volerà sulle ali di questi piccoli e laboriosi insetti, con la realizzazione, tra Piandimeleto e Belforte all’Isauro, di percorsi sensoriali, per un Turismo immersivo e consapevole a diretto contatto con la natura, godendo, al contempo, di ampi spazi verdi, attrezzati anche per accogliere i camperisti, attraverso la riqualificazione di intere aree che ospiteranno anche un apiario con produzione biologica e un museo interamente dedicato all’affascinante mondo delle api.
Analizzando a fondo il progetto, si possono cogliere tutte le sfumature di un’iniziativa poliedrica finalizzata al raggiungimento di molteplici obiettivi, tutti collegati tra loro, partendo dalla salvaguardia del territorio e delle sue identità, dell’ambiente e della biodiversità, passando per il settore economico con lo sviluppo di attività collaterali che abbracciano la ristorazione, la ricettività, il Turismo lento e responsabile, la Cultura in tutte le sue sfaccettature, dando vita a un circuito virtuoso che porterà all’apertura di nuovi ristoranti che offriranno la tradizione nel piatto, e B&B, per un’accoglienza completa, in modo da generare attrattività utile a invertire il trend dello spopolamento proprio con l’offerta di opportunità lavorative per le giovani generazioni.
A dimostrazione che sui territori, tutti, bisogna creare collaborazione tra istituzioni, e tra istituzioni e privati, per potenziare le risorse presenti, materiali e umane, in modo da conservare le tradizioni e guardare, al contempo, al futuro, mantenendo attivo il tessuto sociale, attraverso una politica che torni a svolgere il suo ruolo originario: “servire” il territorio, rispondendo alle esigenze dei suoi cittadini, lavorando seriamente a progetti utili, sostenibili, coinvolgenti, focalizzandosi su obiettivi concreti.
Piccoli borghi che hanno ancora molto da raccontare, e che diventano luoghi di interesse culturale, lontani dal Turismo di massa, per un’esperienza autentica capace di trasformare un soggiorno, anche breve, in un’occasione di consapevolezza di sé e dell’ambiente, fermandosi a “vedersi” e vedere “sentendo”.


