Controcultura: “La promessa di Ekaterina. Dai sotterranei di Siena alle nozze di Lorenzo il Magnifico”, il romanzo di Marialuisa Bianchi, un viaggio nel Rinascimento italiano

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di Anna Maria Di Pietro

Il romanzo, un prezioso cameo magistralmente incastonato nella Storia rinascimentale italiana che costituisce il canovaccio su cui tutto il racconto si spiega, è il sequel del primo romanzo dell’autrice, intitolato “Ekaterina. Una schiava russa nella Firenze dei Medici”, pubblicato nel 2017, la cui protagonista fu strappata da bambina dalla sua terra, la terra di Rus’, dopo essere stata venduta dal padre a un mercante, divenendo poi schiava del potente signore fiorentino Giovanni Della Casa, dal quale si libera dopo una fuga rocambolesca, portandosi dietro le ferite dei soprusi subiti e lasciandosi alle spalle un profondo rimorso e… una promessa.
Nel nuovo romanzo, ritroviamo Ekaterina a Siena, presso l’Ospedale di Santa Maria della Scala dove, in attesa di prendere i voti, si occupa dei gettatelli e dei pellegrini bisognosi di cure.
Ma la quiete, apparente, ritrovata grazie alla protezione di Madre Orsola degli Alberighi, viene interrotta da un fatto inaspettato: Ekaterina, in preda a una sorta di crisi mistica, ode la voce della nonna Babuska che le dice di rimettersi in cammino per riannodare un “prezioso legame” lasciato a Firenze.

Inizia, così, un nuovo, avventuroso viaggio che parte dai bottini di Siena, i canali sotterranei che attraversano tutta la città; un percorso non solo materiale ma anche metaforico, che rappresenta il discendere dentro sé stessa, grazie all’aiuto di due donne con le quali forma un fortunato gineceo: Chiara, fanciulla costretta a prendere i voti, di manzoniana memoria, e Gabrina, profonda conoscitrice del potere di erbe e fiori; due anime che, forse, incarnano appieno quelle caratteristiche perdute di Ekaterina, quali il coraggio e la fierezza, che ritroverà durante il nuovo cammino.
Grazie a un grande lavoro di ricerca, convivono armoniosamente, tra le pagine, fatti noti, come le sfarzose nozze di Lorenzo dei Medici, e vicende meno conosciute, come la grande nevicata a Siena del 25 dicembre 1464, raccontata dalle cronache dell’epoca nei “Diari Senesi” dell’Allegretti.
E, ancora, la Storia ha il volto di personaggi realmente esistiti e la lingua dell’epoca scelta per i dialoghi, con un lessico impreziosito da vocaboli particolari, alcuni dei quali ormai in disuso, con le tradizioni, anche culinarie, e le leggende sulla città di Siena che rafforzano il senso del reale. E così, le vicende e le figure nate dalla fantasia dell’autrice s’incastrano perfettamente in quel contesto storico, tanto da sembrare vere.

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Pagine ricche di arte, tanta arte, accompagnano il lettore tra palazzi sfarzosi, affreschi “che raccontano”, come quello di Ambrogio Lorenzetti, pittore della Scuola senese del Trecento; i quadri, le piazze, le torri incoronano e quasi proteggono il cammino di Ekaterina. Le citazioni di Dante, Boccaccio, la casa di Cecco Angiolieri sfiorata dalla protagonista contribuiscono a contestualizzare la narrazione. Insomma, tutto concorre, in maniera armonica, alla realizzazione di un viaggio letterario meravigliosamente ricco, che coinvolge tutti i sensi, tanto da condurre a “vivere” quei luoghi, a sentire l’odore di cibo ed erbe o l’olezzo di situazioni particolari.
Il racconto, che si svolge quasi come un film d’azione, con le sue scene in movimento, gli ostacoli e i pericoli superati, è peculiare sotto vari aspetti. Intanto, ci presenta una Firenze quasi inedita, quella dei soprusi, della perversione dei potenti, della violenza, del “commercio” delle schiave; una città a cui viene tolto il suo belletto, la sua maschera bella. E l’autrice lo fa attraverso gli occhi di una schiava, ultima degli ultimi, quasi a volerle ridare dignità e riscatto.
Straordinaria è l’attualità del romanzo: leggendo la storia di Ekaterina, inevitabilmente si pensa alla “tratta delle schiave” che ancora oggi mercifica il corpo di ragazze ingannate dal sogno di una vita migliore, unitamente al fatto che la violenza sulle donne riempie ogni giorno la cronaca, portando il lettore a profonde riflessioni. Pagina dopo pagina, Ekaterina, seppur nata dalla fantasia dell’autrice, prende forma umana, esce dalla Storia e diviene simbolo di riscatto, voce di coloro che hanno subìto la Storia rimanendo nell’ombra.
Nel racconto c’è qualcosa di sospeso, di incompiuto, un finale particolare, che forse è foriero di buoni propositi: un altro romanzo che chiuderà la trilogia? Chissà…