CONTROCULTURA “La canzone di Achille” di Madeline Miller, l’eroe come nessuno l’ha mai raccontato

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di Anna Maria Di Pietro

Ancora un personaggio ripreso dal margine del poema e rimesso al centro dandogli voce; stavolta è quella di Patroclo che, con gli occhi dell’Amore, in prima persona narra la vita e le gesta di Achille, partendo da sé stesso, dall’esilio, dalla prima volta che ha incrociato lo sguardo del figlio di Peleo, al forte sentimento reciproco, attraversando varie vicissitudini, fino all’ultimo respiro.
Perché, come in “Circe”, l’autrice ha letto tra le righe del racconto mitologico, captando, con sublime sensibilità, il detto e non detto, il sospeso, scrivendo un’altra storia in cui le vicende della guerra di Troia fanno da sfondo. E non sfata il mito, semplicemente lo approfondisce e arricchisce di umanità, rendendolo più vicino al lettore, con un’operazione utile a coinvolgere anche un pubblico più giovane.

Con il suo stile frizzante e fluido, mai banale e mai altisonante, ma capace di adeguarsi, in quanto a ritmo e tono, alle tensioni delle vicende narrate, Miller ci accompagna in un viaggio tra i sentimenti, con pagine capaci di far battere il cuore, di incuriosire, di trascinare, in cui Achille non è solo l’eroe, ma è l’uomo con tutte le sue sfumature, le sue fragilità e pulsioni che vive, se vogliamo, in maniera aperta.
L’amore tra Patroclo e Achille è raccontato “in purezza”, senza nessuna morbosità ma riportato a quella naturalezza con cui veniva vissuto dai Greci. Quindi, l’Amore vero, quello universale che non guarda il genere. Quanta poesia!
In fondo, l’opera è anche un’operazione: il tentativo di elidere le differenze, di raccontare l’omosessualità come l’eterosessualità. È chiaro l’intento di denuncia, che però non è l’aspetto principale.
La sensazione predominante tra le pagine è la delicatezza che arriva come un tocco leggero capace di far rivivere le stesse emozioni descritte, lasciando spazio al lettore per riflettere sul valore dell’amicizia, dell’amore, del libero arbitrio che porta a scelte precise, passando però per il destino. E la morte? Anche questo aspetto viene considerato o, forse, riconsiderato.
Buona lettura!

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