Comune di Campobasso, il centrosinistradestra colpisce ancora

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Oramai sembra evidente: voti e delibere alla mano (con tanto di riprese audiovisive dei lavori consiliari), danno la plastica rappresentazione di un’opposizione apparente, fatta di alcuni consiglieri di centro destra che, volta per volta, con una scusa o con un’altra, con alchimie della vecchia politica, sostengono costantemente l’attuale minoranza di centro sinistra guidata dalla Forte, con la sua corte dei miracoli al seguito: il tutto al modico costo di 1 milione e 200.000 euro l’anno (tra indennita’ e gettoni) a carico, ovviamente, dei cittadini di Campobasso.

Consiglieri che, i maligni direbbero scientemente (trattandosi di politici di professione, oltremodo navigati, spesso gia’ militanti tra le file del centro destra ed, in passato, anche del centro sinistra candidandosj dove tira di piu’ il vento), reggono la minoranza Forte con la stessa precisione di un orologio svizzero: assenze dell’ultimo minuto, astensioni, ingressi ed improvvise fughe dalla sala consiliare, accessi da remoto (giusto per fare due conti sul numero dei presenti), rinvii, sospensioni o motivazioni bizzarre che consentono, ad ogni appuntamento importante (dal bilancio e/o dal consuntivo fino ad arrivare all’ultima mozione), l’approvazione, con un pugno di voti e spesso sul filo, di tutte le scelte di questa confusa ed evanescente maggioranza (ovvero minoranza).

Consiglieri che dichiarano pure di operare per il bene della citta’, ovvero con senso di responsabilità, mentre, invece, tra un fiume di commissioni (funzionali a poche e sempre piu’ rare delibere consiliari) al netto di qualche slogan da dare in pasto ai cittadini, riescono sempre e comunque, ogni mese, a portare a casa l’ambito gettone che l’oramai collaudato meccanismo sul funzionamento e l’organizzazione delle commissioni (che non e’ stato permesso di correggere: essendo state respinte tutte le istanze correttive presentate dal Cantiere Civico) ha consentito loro di conseguire, ottenendo pure, quando c’e’ qualche avanzo di bilancio da dividere, qualche riconoscimento in termini di attività, opere o servizi proposti (nel tentativo di dare anche un po’ di lustro al proprio ruolo politico).

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Si tratta di consiglieri che, sebbene eletti nelle file del centro destra, non sono fuoriusciti dal perimetro della coalizione e che, invece, in barba agli elettori che li hanno votati, tramano ad ogni rischio di caduta della maggioranza o di mozione di sfiducia, facendo leva su assenze o astensioni chirurgiche, procedendo senza neppure apparire, perfettamente in linea con i due consiglieri, oramai passati alla storia, Varra e Madonna, a suo tempo traslocati dal CD al CS subito dopo il voto: con l’unica differenza che mentre questi ultimi, a torto o ragione, avevano comunque compiuto la propria scelta di appoggiare espressamente ed ufficialmente il nuovo esecutivo, raccogliendo anche critiche aspre da elettori e colleghi; i nuovi statisti della politica del CD, nascondendosi, invece, tra incuci di corridoio e trame di palazzo, procedono indisturbati, in modo più occulto, continuando a simulare o declamare, facendo vibrare toni anche roboanti dai banchi di una finta opposizione, costantemente ribaltata al momento di restare nell’aula e/o di votare scelte o delibere (quelle funzionali a preservare l’attuale situazione, come da consolidata prassi, evitando in tal modo che la parola possa essere restituita agli elettori e mantenendo prigioniera questa citta’).

Ultimo atto di questa triste pantomima: la mozione promossa, doverosamente, da alcuni consiglieri di centro destra, oramai pochi (Cefaratti, Pilone, Di Claudio ed altri), contestualmente alla diffida inoltrata anche dal Cantiere Civico, per difendere e cercare di rivendicare il ruolo del consiglio comunale (illegittimamente esaurorato ovvero estromesso dall’esecutivo) in occasione dell’affidamento diretto -di alcuni servizi del terminal bus- effettuato dalla giunta Forte, peraltro senza gara, alla Sea, affidamento effettuato soprattutto senza alcun passaggio consiliare (come, invece, sembra avere imposto la legge in materia di concessioni).

Mozione che molti degli stessi consiglieri di centro destra (anche della finta opposizione) avevano invece condiviso e addirittura sottoscritto, per poi non presentarsi neppure in consiglio, anche per la sola discussione e, forse, nel possibile timore di creare qualche difficoltà alla giunta di CS (avendo questa proceduto senza alcun passaggio consiliare: dunque sottraendo, ai medesimi consiglieri, anche il diritto di parola oltre che di voto).

Sacrosanti diritti di cui, questa volta, anche taluni firmatari, insieme ad altri assenti o consenzienti, hanno deciso invece ed inspiegabilmente di privarsi, non consentendo neppure ai promotori (appunto Cefaratti, Pilone ed altri) della loro stessa coalizione, la possibilità di aprire la seduta o di parlare (non facendo raggiungere neppure il numero legale), dando oramai la cifra di un vero e proprio “auto-ammutinamento” di una sedicente opposizione che supera ogni immaginazione e che, in un tripudio di gettoni finalizzati all’assunzione di decisioni, paradossalmente, si autocensura proprio per non parlare e per non deliberare (ovvero non decidere) su materie di propria competenza, pur di non disturbare i già precari equilibri di una traballante minoranza o pur di non assumere una qualche doverosa responsabilita’.

Una maggioranza di consiglieri alla quale, probabilmente, continuando di questo passo, resta solo da chiedere umilmente scusa, alla minoranza della Forte, di non essere ancora riuscita a riconoscere a quest’ultima la necessaria stabilita’ (mutandola genericamente in una nuova entita’ ovviamente a dispetto degli elettori), costringendola, invece, ancora dopo due anni, all’estenuante attesa di un nuovo Messia (dicasi, un nuovo Varra di turno) che si sacrifichi manlevando gli altri “fedeli” sostenitori dall’imbarazzo o dalla fatica di doversi ancora giustificare per i prossimi inevitabili passaggi consiliari oramai ridotti al lumicino ed in via di progressiva estinzione (unitamente alle prerogative rapresentantive dell’organo consiliare) onde evitare anche soltanto il rischio di qualche scivolone o errore di calcolo (con inevitabile perdita dei consistenti benefit).

Anche perche’, giunti a questo punto, sembra che “al bene della citta” e dell'”umanita intera” come proclamato da qualche nuovo consigliere vestito da Messia, ovvero alla invocata “responsabilita’”, declamata da altri, a fronte del disastro in atto, non ci creda piu nessuno.

Ultima nota: la seduta di consiglio in questione, già calendarizzata per il consiglio del 24, era stata aggiornata ad una nuova seduta del 29 giugno dopo che alcuni consiglieri (vedere il video) avevano fatto cadere il numero legale (con il consueto trucchetto, buttandola ancora una volta in caciara) non consentendone neppure la prosecuzione e la trattazione del delicato argomento a tutela del loro ruolo e dell’esercizio delle loro legittime e doverose prerogative: il tutto dopo l’intervento di altri “responsabili”, anche di maggioranza, che avevano proposto, con un timing perfetto, dopo ben due lunghe sospensioni dei lavori, avvicinandosi oramai l’ora del pasto e sempre per i bene della citta’, il rinvio al 29, udite udite: per fare salve (guarda caso) due commissioni consiliari, già fissate per il pomeriggio (ovviamente – e casualmente – non incluse nel gettone di presenza consiliare della mattina, ma con il costo complessivo aggiuntivo di circa mille euro di gettoni di presenza per ciascuna di esse).

E questo e’ tutto.

DAL CANTIERE CIVICO (Pino Ruta) alla prossima puntata.