Comune di Campobasso, oggi è il giorno del Tar: ecco gli scenari possibili dopo la sentenza

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Oggi alle 12 è prevista la discussione del ricorso del centrodestra per chiedere il ribaltamento o l’ annullamento delle elezioni comunali a Campobasso. Le irregolarità contestate da De Benedittis, che ha presentato il ricorso, sono relative solo ad alcune schede ballerine che riguardano circa una trentina di sezioni.

Gli scenari che si presentano sono molteplici.

Il primo, qualora dovesse essere accolto in toto il ricorso, potrebbe portare direttamente De Benedittis all’ elezione al primo turno. Questo significherebbe nuova proclamazione degli eletti con persone che ora siedono in consiglio comunale, che ne potrebbero uscire seduta stante.

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In caso di ribaltamento con sindaco Aldo De Benedittis sarebbero 20 i seggi per il centrodestra. Cinque i consiglieri di Fratelli d’Italia, Giovanni Varra, Mario Annuario, Stefania Di Claudio, Francesco Pilone e Andrea Montella e 5 i consiglieri dei Popolari per l’Italia, Salvatore Colagiovanni, Alessandro Pascale, Antonio Madonna, Pina Bozza, Annamaria Ramacciato. Tre i consiglieri di Noi Moderati, Gianluca Maroncelli, Pietro Montanaro, Francesco Sanginario, 3 di Forza Italia, Nicola Cefaratti, Mimmo Esposito e Giuseppe Gianfagna e 3 della Lega, Sandra De Lucia, Alberto Tramontano e Giuseppe Notartomaso. Uno il seggio per l’Udc, Giovanni Di Giorgio.

L’opposizione sarebbe invece composta da 12 consiglieri, a partire dai due candidati sindaco Marialuisa Forte (centrosinistra) e Pino Ruta (Cantiere Civico). Con loro entrerebbero a Palazzo San Giorgio 4 consiglieri del Pd, Giose Trivisonno, Bibiana Chierchia, Annamaria Trivisonno e Maria Concetta Fimiani. Due i consiglieri del M5s, Simone Cretella e Luca Praitano, 1 dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Mimmo Maio. Il Cantiere civico eleggerebbe in questa ipotesi 2 consiglieri di Costruire Democrazia, Angelo Marcheggiani e Sabino Iafigliola e 1 della Confederazione civica, Stefano Lombardi.

L’imbarazzo sarebbe per Varra e Madonna che tornerebbero a centrodestra. Sarebbero in grado di lasciare De Benedittis nuovamente per un 18 a 14. Giuriamo di no.

Il secondo scenario riguarda nuove elezioni. In quel caso partiti e movimenti avrebbero un anno di tempo, con l’ arrivo di un commissario, per mettere insieme liste e candidati e tornare alle urne nella prossima primavera. Intanto il Commissario avrà tutti i poteri di gestione della città, come se fosse un sindaco o una Giunta.

Il terzo scenario riguarda invece la completa bocciatura del ricorso. In quel caso rimarrebbe tutto come adesso. Con una “minoranza” di governo che conta su 12 persone fisse, e un centrodestra che insieme al Cantiere Civico rappresenta la vera maggioranza consiliare. A quel punto sarebbe politicamente corretto presentare o le dimissioni da consiglieri o una sfiducia alla Sindaca. Che per restare in sella dovrebbe portare con se altri componenti di centrodestra. Con una maggioranza minestrone capace di essere il peggiore governo della città.

C’è poi la quarta ipotesi: votare a settembre- ottobre solo nelle sezioni oggetto delle contestazioni. In quel caso si tornerebbe al voto solo in alcune parti della città. Condizionando il voto di chi dovrebbe tornare alle urne conoscendo già la situazione del comune di Campobasso. In quel caso sarebbe bello vedere i comportamenti di Varra, Madonna, Fraracci e Marcheggiani. Si tratta dei quattro candidati che nell’ultimo anno sono passati alla corte della sindaca. Promuoverebbero il voto disgiunto? Probabilmente sì confondendo ancora di più le acque. Tra alcuni eletti e non eletti ci sono poi circa una trentina di voti. Potrebbe quindi cambiare la geografia del consiglio comunale portando dentro alcuni e cacciandone altri.

Tutti quindi in trepidante attesa. Di conoscere la propria sorte. Il vero conto alla rovescia inizia al termine della discussione in aula.