Commissioni consiliari a Campobasso: un “affare” da diversi milioni di euro a cui gli eletti difficilmente vogliono rinunciare. In allegato la proposta di Pino Ruta per renderle più funzionali ed economiche evitando dispersioni di tempo e danaro pubblico.

In occasione dell’ esplosione della crisi al Comune di Campobasso, quindi di recente, sono stati pubblicati gli indennizzi che il nostro comune capoluogo corrisponde, mensilmente, ai nostri rappresentanti.
Balzano agli occhi corresponsioni ad alcuni consiglieri che si aggirano dai 1700 euro al mese sino ad arrivare, in alcuni casi, ad un massimo di circa 2.800,00 euro mensili.
Si tratta di importi che, in una consiliatura, sono in grado di sviluppare, per molti consiglieri, un totale che oscilla dai 100.000,00 ai 150.000,00 euro: una somma oggettivamente importante che si traduce, per il comune, in un costo complessiva per l’intera consiliatura
di diversi milioni di euro di appannaggi riconosciuti ai nostri rappresentanti politici (da 750 000,00 euro a circa 1.250.000,00 euro l’anno ovvero una soma che rischia di arrivare, nei cinque anni, ad oltre 5 000.000,00 di euro che noi cittadini corrispondiamo ai nostri rappresentanti per garantirci servizi e trasparenza).
Si tratta di importi sproporzionati e, forse, difficilmente sostenibili per il bilancio comunale.
Tanto più se si considera che gli stessi sono ricononducibili, in larga parte, ai cd. “gettoni di presenza” ovvero ai 50 euro che vengono riconosciuti a ciascun consigliere per la partecipazione alle singole commissioni.
Tuttavia una domanda sorge spostanea:
Sono proprio necessarie tutte queste commissioni ?
Quali sono tutti questi atti (delibere ed atti di programmazione) che le commissioni producono per i consigli comunali ?
Siamo certi che gli argomenti trattati siano tutti necessari all’attività del consiglio comunale?
Perché le commissioni durano così poco (poco meno di un’ora) con la ovvia conseguenza che, il più delle volte, riescono a malapena ad introdurre un argomento senza riuscire assai spesso a concluderlo. E con la conseguente necessità di essere riconvocate sullo stesso tema ?
Perché in una sola giornata possono essere convocate fino a 7 commissioni consentendo al singolo consigliere (stacanovista e soprattutto enciclopedico trattando in poche ore di tutto lo scibile umano) di portare a casa fino a 350.000 euro con la conseguenza che, in soli due giorni della settimana e di assenza giustificate dal lavoro, alcuni consiglieri portano a casa circa 700,00 euro (che moltiplicato per 4 settimana arriva a un totale di euro 2800,00) ?
C’è da chiedersi se tutte queste commissioni, questa attività e questi costi siano necessari per il comune.
C’e’ da chiedere conto anche di qualche risultato alla luce dei servizi cittadini che versano in una cronica disfunzione (dai rifiuti, all’acqua, ai servizi cimiteriali, oltre ai cronici ritardi sulla gestione delle opere pubbliche, molte delle quali addirittura abbandonate).
E c’è da chiedersi fino a che punto la scelta di non andare ad elezioni e di restituire la parola ai cittadini sia dettata da senso di responsabilità o dalla difficoltà, comprensibile sul piano umano ma un po’ meno su quello politico, di dover rinunciare ad una somma importante (fino ai 130.000,00) quale quella che resta ancora da corrispondere ai consiglieri fino alla fine della consiliatura?
Questa situazione è stata denunciata durante un intervento a Teleregione, nella trasmissione Conto alla Rovescia di Pasqualino Damiani, dal Consigliere Comunale Pino Ruta
Lo stesso leader del Cantiere Civico ha già presentato una proposta di riorganizzazione dell’intero sistema dei lavori delle commissioni per risparmiare tempo e soldi.
Si compone di quattro parti che andremo ad elencare.
Al fine di rendere più efficiente ed economica l’azione amministrativa sarebbe opportuno procedere:
1.- all’accorpamento ovvero alla fusione di alcune commissioni consiliari, ovvero in particolare le seguenti:
a) commissione lavori pubblici, commissione urbanistica e commissione trasporti, stante la natura interdisciplinare degli argomenti trattati nelle predette commissioni (ex DM 2 aprile 1968 n.1444 integrativo dell’art.41 quinquies della L.n.1159/42) ed al fine di evitare che le questioni demandate alla trattazione dell’una, vengano frazionate e bloccate fino alla trattazione delle stesse presso le altre, per la necessaria acquisizione anche del parere, con conseguente lievitazione dei tempi e dei costi necessari alla definizione degli atti;
b) commissione sociale e diversabilità;
2.- alla necessità di limitare e circoscrivere l’attività delle commissioni alla valutazione ed all’istruttoria di atti di competenza del consiglio comunale (art. 42 del D.Lgs n. 267/00), evitando che le stesse possano invece essere impiegate nell’espletamento, nell’approfondimento o nell’attività di divulgazione di argomenti o materie o temi non rientrati nel perimetro delle attività consiliari e non funzionali al corretto espletamento delle attività di quest’ultimo (al quale le commissioni risultano ontologicamente correlate);
3.- Di prevedere, analogamente a quanto stabilito per i consigli e per la corresponsione dei gettoni di presenza ivi fissati, una durata delle stesse maggiore rispetto alla singola ora (attualmente fissata) ovvero, quanto meno, una durata necessaria e sufficiente all’approfondimento ed alla predisposizione di atti consiliari, posto che l’attuale durata risulta manifestamente inidonea a garantire la conclusione dell’iter di atti ad esse sottoposti, stante la riscontrata conseguenza di riaggiornare e differire la trattazione di molti degli argomenti sottoposti ad ulteriori sedute al fine di poter concludere l’attività istruttoria e valutativa ad esse sottoposto, con l’ulteriore conseguente aggravio di tempi e costi;
4.- Di prevedere il riconoscimento e la corresponsione del gettone, quale forma forfettaria anche di rimborso spese, limitatamente ai casi di partecipazione in presenza, evitando la corresponsione quanto meno integrale degli stessi per i casi di collegamento da remoto.
La presente richiesta si rende necessaria al fine di rendere, quanto prima e con l’urgenza del caso, più veloce, più efficiente, più economica e più sostenibile (ovvero compatibile con il bilancio dell’ente) l’attività delle commissioni conformandola ai principi di funzionalità ed economicità imposti dall’art.1 della Ln.241/90 ed a quelli di tutela del pubblico erario.
Sarà possibile vedere questa proposta realizzata? Seppur di buon senso crediamo che saranno in molti a dire di no per ovvi motivi, non politici ma di puro interesse personale.


