Commissari ad acta in quarta commissione, Bonamico: non sono problemi nostri come girano I documenti. Romano dopo aver presentato denuncia sul loro operato aggiunge: ci vuole la seduta spiritica per scoprirlo?

É appena iniziata in consiglio regionale l’audizione coi commissari ad acta per la sanità molisana Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo.
Prima dell’avvio dei lavori è esplosa la notizia che il consigliere regionale Massimo Romano ha presentato una denuncia circostanziata per chiedere la rimozione degli stessi. Oltre ad attaccare tutto il funzionamento della sanità molisana ha chiesto come mai né i consiglieri né i sindaci erano a conoscenza del piano operativo mentre il documento era nella piena disponibilità di un noto professionista che non ha incarichi istituzionali.
I commissari, dopo aver risposto alle domande che potrebbero essere oggetto di audizione hanno detto: non sono problemi nostri come girano i documenti
Immediata la risposta a questa provocazione da parte di Massimo Romano che a questa risposta alla nostra domanda replica: forse ci vuole una seduta spiritica per sapere come girano questi documenti
Ma in cosa consiste la denuncia di Romano?
Presentata venerdì scorso è suddivisa in diversi capitoli
La rete Ictus e il caso Neuromed
Romano accusa la struttura commissariale di aver fornito dichiarazioni false e fuorvianti sul percorso che ha portato all’adozione del DCA 157/2025, correttivo del precedente DCA 100. A suo dire, la revisione non sarebbe dipesa da “mancanza di attenzione ministeriale”, come sostenuto dai commissari, ma da precisi rilievi dei Ministeri della Salute e dell’Economia, inizialmente taciuti o travisati.
Il consigliere evidenzia inoltre che il nuovo provvedimento resta privo di quantificazione economica per gli anni successivi al 2025, con il rischio di generare ulteriore disavanzo. Romano chiede quindi di modificare anche il protocollo con il Neuromed, adeguandolo al ripristino della Stroke Unit di II livello al Cardarelli, previsto dal Piano operativo 2023-2025.
Sulla radiologia interventistica, Romano smentisce i commissari: «Il concorso Asrem non è mai andato deserto», precisa, ricordando che 11 candidati furono ammessi e 3 dichiarati idonei.
Emergenza politrauma e mancanza di rete
Il documento segnala inoltre che la sanità molisana non ha una rete per il trattamento dei politraumi, in violazione di precisi obblighi previsti dal Governo e ribaditi da una sentenza del Tar Molise. «Una situazione che mette a rischio la vita dei cittadini», sottolinea Romano, che critica la proposta commissariale di assegnare tali pazienti al Neuromed, struttura non accreditata per pronto soccorso e ortopedia, e quindi inadeguata alla gestione dei casi complessi.
«I commissari hanno ammesso di aver finto di non capire i Ministeri»
Romano cita una trasmissione televisiva del 14 ottobre, in cui i commissari avrebbero ammesso pubblicamente di aver “finto di non capire” le richieste ministeriali e di aver “preso tempo” nel non chiudere nulla, ammettendo di aver “fatto la parte dei finti tonti”.
«Una confessione di inadempienza volontaria», scrive Romano, «incompatibile con il ruolo tecnico e istituzionale loro affidato dal Governo».
Responsible, Cardarelli e piano sanitario sotto accusa
La denuncia si estende alla crisi del Responsible, per la quale il consigliere chiede una verifica urgente dei requisiti di accreditamento, citando ritardi nelle retribuzioni, presunte irregolarità contributive e collegamenti finanziari con il Rimini Calcio.
Sotto la lente anche il progetto di trasferire l’ospedale Cardarelli nella ex Cattolica, che Romano definisce «un potenziale danno erariale» per l’investimento di 30-35 milioni su un immobile privato, mentre sono già stati stanziati 10 milioni per il pronto soccorso del Cardarelli, che si vorrebbe dismettere.
Il consigliere denuncia inoltre che la bozza del Programma Operativo 2025-2027 non sarebbe stata condivisa con i consiglieri regionali né con i sindaci, ma in possesso di soggetti privati legati all’ambito sanitario. «Le immagini televisive mostrano chiaramente il documento sulla scrivania di un avvocato esterno, non titolato a detenerlo», afferma Romano, chiedendo una verifica formale sulle fughe di atti riservati e sui potenziali conflitti d’interesse.
La richiesta finale
La nota si conclude con una richiesta formale di intervento immediato agli organi istituzionali e giudiziari per accertare i fatti, correggere le irregolarità e sanzionare i responsabili. «È necessario ristabilire legalità, trasparenza e tutela della salute pubblica», scrive Romano, invocando la revoca dell’incarico commissariale e l’apertura di indagini appropriate.


