Centri antiviolenza, un buon risultato che sa di beffa: Molise primo nei servizi nel 2024, ma il risultato è stato raggiunto da Befree, disarcionata dall’ultimo bando regionale

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Dopo le ultime notizie targate ISTAT, risulta ancora più incomprensibile il passaggio di consegne, dopl dieci anni, del servizio antiviolenza dalla cooperativa sociale Befree a Liberaluna Eps.

Avviene proprio nell’anno in cui, l’istituto nazionale di statistica, certifica un primato per il Molise: l’incidenza dei Cav nel 2024, quando era ancora Befree a gestire tutto è pari a 0,28 la più elevata a livello nazionale.

Il tutto era basato su ascolto e l’accoglienza di una persona ferita da vessazioni, maltrattamenti, mortificazioni fisiche, emotive, economiche. L’aiuto al recupero della fiducia e di una piena autonomia, condivisa spesso con i figli e affrancata dalla paura. Il ruolo dei centri antiviolenza trova riscontro in Molise, con quattro presidi attivi nei quali lavorano assistenti sociali, psicologhe, avvocate.

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Il percorso culturale da compiere

Secondo l’ISTAT sono 149 le donne che nel 2024 hanno contattato il numero di pubblica utilità 1522, in aumento rispetto alle 112 del 2023. È emerso che 61 avevano subito violenza, l’anno precedente erano state 48. Accompagnarle nel percorso di emancipazione dalle violenze – raggiunto nel 18 per cento dei casi – richiede una consapevolezza diffusa del rispetto verso il mondo femminile e il superamento di stereotipi ancora radicati.

Numeri che purtroppo non sono bastati alla Regione Molise per confermare una realtà che funzionava bene, ora traslocata in buona parte nel Progetto Tabula Rasa, tutto in divenire e da ricostruire sotto la guida dell’ avvocata Filomena Fusco.

Può soltanto una residenza legale di una associazione mettere in discussione un modello che funzionava? Liberaluna sarà in grado di replicare questi risultati? Da giornale femminista ci speriamo.