Cattura di Maduro, la comunità molisana in Venezuela: Paese impoverito rispetto agli anni 50, si viveva con pochi euro. Difficili i collegamenti con chi vive ancora lì

Sono circa 160mila gli italiani ancora presenti in Venezuela nel 2026. Molti di loro desiderano scappare e tornare in patria. Mentre altri non lo possono fare perché hanno poche forze per farlo.
Quello che è successo ormai lo sappiamo tutti: Maduro e sua moglie sono stati arrestati e portati negli Stati Uniti. Sono accusati di partecipare e coprire attivamente il narcotraffico. Intanto ora la presidenza ad interim del Venezuela è stata assunta dalla ormai ex vicepresidente Delcy Rodriguez. Tutto questo fino a quando non si procederà a elezioni democratiche.
Intanto Caracas è vittima dei bombardamenti americani che hanno provocato già circa 40 morti tra militari e civili ( fonte Tg1). La situazione non è affatto delle più calme. Ci sono anche figli e nipoti di quegli immigrati anni 40 e 50 che si recarono in quel Paese dell’ America Latina in cerca di fortuna migliore.
Risulta difficile se non impossibile avere notizie dirette dai parenti che sono rimasti in America Latina. Le linee internet funzionano perchè ci arrivano video dalle tv locali venezuelane che trasmettono le immagini dei bombardamenti. Ma i cittadini, anche quelli che intendono festeggiare la cattura di Maduro e consorte, non comunicano in tempo reale coi parenti.
Chi scrive aveva i suoceri immigrati in Venezuela negli anni 50 e tornati indietro negli anni 60. Erano i tempi del generale Perez Jimenez, anch’ esso un generale dittatore degli anni 50.
Ma stando ai racconti di chi ancora vive, come mia suocera Carmela, in quegli anni a Caracas non si viveva male.
” Era un dittatore che voleva bene agli italiani – ci ha raccontato- eravamo noi quelli che lavoravamo dalla mattina alla sera ed eravamo molto apprezzati in un paese dove la gente locale aveva meno voglia di lavorare”.
Lei come mio suocero Pasquale faceva parte della comunità di Mirabello Sannitico. Non era una comunità numerosa come quella di Toro e Jelsi ma allo stesso tempo i miei suoceri, quando andarono immigrati, trovarono numerosi parenti ad accoglierli.
Questo un altro spaccato di vita.
“A Pasquetta ci organizzammo per festeggiare con arrosto di carne- continua- un elicottero militare vide il fumo da lontano. Scesero e si accertarono di cosa stessimo facendo. Una volta capito che era una festa si fermarono a mangiare con noi”.
I miei suoceri sono ritornati in Italia per motivi familiari. Il denaro guadagnato in quegli anni è servito a farli vivere meglio anche a Campobasso.
Ci fu un periodo di democrazia dopo la caduta di Perez Jimenez. Poi l’avvento di Chavez per poi nel 2014 sostituirlo con Maduro.
Ed è stato in questi ultimi anni che la situazione per gli italiani presenti lì è precipitata. Non è per niente quella che ci ha raccontato mia suocera.
Una sua parente, sempre facente parte della comunità di Mirabello Sannitico, è riuscita ad andare via. Ora vive tra l’ Argentina e l’Italia per evitare di fare la fame.
Dopo 30 anni di lavoro in banca, ci raccontò quando tornò in Italia, con l’ avvento di Maduro percepiva una pensione di soli 28 euro.
In Italia è riuscita a recuperare mezzi di sostentamento e vivere da benestante.
In Molise ora ci sono anche diversi medici e operatori sanitari provenienti dal Venezuela. Di loro sappiamo che sono venuti via dal regime Maduro per vivere maggiormente in Italia e in Spagna. Nei prossimi giorni vi racconteremo anche qualche storia di questo genere.
Poi ci sono gli italiani. In primis Giorgia Meloni, la premier, che appoggia la missione militare di Trump.
Sui social ci si divide tra sostenitori americani e chi dice invece che Trump avrebbe violato il diritto internazionale intervenendo a gamba tesa nelle politiche di un altro Stato Sovrano.
Questo ce lo dirà solo la storia. Per ora quello che è chiaro è questo: gli Stati Uniti potranno mettere mano sul petrolio venezuelano. Cosa che gli ultimi due dittatori non avevano permesso. Il Venezuela potrebbe rientrare quindi negli Stati a dominio Usa. Se staranno meglio o peggio i cittadini non si può dire oggi.


