Castropignano, 21enne in carcere dopo aver aggredito col tirapugni la ex fidanzata e il suo nuovo compagno

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Il 05 agosto, i Carabinieri della Compagnia di Bojano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Campobasso su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un 2l enne gravemente indiziato di minacce e lesioni personali aggravate, nonché di atti persecutori posti in essere nei confronti dell’ex fidanzata. In particolare, nella notte del 26 luglio, l’uomo avrebbe raggiunto il luogo in cui la ragazza si trovava insieme al suo nuovo compagno e avrebbe aggredito quest’ultimo mentre dormiva, colpendolo ripetutamente al volto con un tirapugni, provocandogli lesioni personali gravi, giudicate guaribili in 45 giorni s.c.

La donna, intervenuta in soccorso del compagno, sarebbe stata a sua volta colpita dall’indagato, riportando anch’essa un trauma cranio-facciale. Gli accertamenti investigativi hanno consentito di ricostruire una serie di episodi di minacce, molestie, aggressioni fisiche e condotte vessatorie nei confronti dell’ex fidanzata, protrattisi per un più esteso arco temporale e precedenti agli ultimi gravi fatti del 26 luglio. Gli elementi acquisiti nel corso dell’attività investigativa relativi al porto e all’utilizzo del tirapugni — nonché al porto ingiustificato di un coltello — sono circostanze che hanno ulteriormente contribuito alla valutazione delle esigenze cautelari.

Alla luce degli elementi raccolti, il G.I.P. ha ritenuto sussistere un concreto e attuale pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie, disponendo, nei confronti dell’indagato, la misura della custodia cautelare in carcere, ritenuta, allo stato, l’unica idonea a soddisfare le esigenze cautelari ravvisate. L’indagato, tratto in arresto dai Carabinieri della Stazione di Castropignano (CB) coordinati dalla Compagnia Carabinieri di Bojano, espletate le formalità di rito, veniva associato alla Casa Circondariale di Campobasso.
Si rammenta che il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e che i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte non colpevoli fino a sentenza definitiva.

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