Castelpetroso, oggi importante tappa del Giubileo per i fedeli molisani

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Di Nicola Zagaria

Spes Non Confundit. Questo il filo conduttore del giubileo indetto da Franciscus. Oggi, martedì 16 importantissima tappa regionale per tutti i fedeli molisani in quel della meravigliosa cattedrale di Castelpetroso. La speranza non delude. Detto in questa regione sembra proprio di sì. Questo territorio è così martoriato che persino la Chiesa sociale stenta a fare continui richiami. Ad una speranza che della vita cristiana e umana è l’asse portante. Incastrato nel modernismo, nel nichilismo, nel materialismo e nel consumismo, l’uomo e la donna di oggi stentano a poter vivere la vita del cammino terreno. Stentano a vivere secondo valori sempre meno diffusi, cosparsi di scarsa credibilità e intrisi di dubbio razionalistico, pieno di certezze che falsamente falliscono viceversa al cospetto dell’incertezza dell’esistenza. Se dobbiamo dare atto alle azioni del maleficio della bestialità di cui l’uomo sembra non riuscire a fare a meno, la società sopravvive stancamente a sé stessa. Nessun valore e tutte opinioni. Nessuna verità vera e tutte insieme. Nessuna filosofia né spiritualità. Come può realmente l’uomo di oggi sopravvivere alla propria storia e alle negligenze di una strada da percorrere.
Dimenticare è semplice per la fatica umana. Spesso non vediamo e sentiamo ciò che ci è davanti. Ciò che bussa alla porta. E soprattutto quando è avvenuto l’incontro in qualche momento della nostra esistenza col Cristo, colui che si è dichiarato il Salvatore della Salvezza. Nell’invito ci si può facilmente perdere anziché perseverare. Verso quella comunione offerta, che non solo è pane e vino, memoria della vita dopo la morte. Non è solo croce ma gioia di dare un senso più profondo. Memoria che veniamo da lì. Dall’essere particelle divine. E li torneremo. Se sceglieremo di sperare e di operare su quel cammino con quel senso. Viceversa la perdizione di una esistenza vuota e improvvisata nel divagare. Esistenza che muore nella materia anziché vivere eternamente nello Spirito che anima ciascuno di noi. Eppure non ci accorgiamo che non possiamo rimanere delusi dalla considerazione che tutto è dono a noi umili peccatori.
Siamo capaci della ricerca?
Vogliamo conoscere la Verità? Vogliamo riconoscerci in un piano che vive intimamente nella nostra ragionevole e naturale capacità di fede e di credere?
L’ invito alla Speranza nella grazia e nella misericordia. Nella fraternità universale. Che facciamo di tutto per rigettare nel nome del primitivo ‘homo homini lupus’. Non è impossibile divenire peccatori ma santi, perché è la nostra natura. Possiamo capirla e accettarla oltreché viverla nell’attesa della Vera Vita. È questione di voler scegliere. Scegliere se sperare nella certezza di esseri superiori piuttosto che assuefarci alle assolute incertezze che questo cammino che è di prova pure ci offre. Nessuno si salva da solo. E donare e donarsi a questa speranza è la vera soluzione dell’umanità.
La Croce è la fonte di questo dono di Speranza e di Vera Vita all’esistenza umana.