Caso Pietracatella, autopsie ancora rinviate di 30 giorni. La dottoressa: caso difficile

La dottoressa Pia Benedetta De Luca, il medico legale che ha effettuato le autopsie su Sara Di Vita e su Antonella Di Ielsi, ha chiesto un mese di proroga per poter ultimare il suo lavoro inerente il caso di Pietracatella. I risultati degli esami autoptici, effettuati il 31 dicembre scorso all’ospedale Cardarelli di Campobasso, non arriveranno dunque a fine mese, ma bisognerà attendere altri 30 giorni. La proroga è dovuta “alla complessità del caso” e anche al fatto che la relazione da Pavia, che ha confermato l’intossicazione da ricina, è arrivata solo da pochi giorni.
Intanto oggi alle 9.30 quando, così come disposto dalla procuratrice Elvira Antonelli, a Campobasso la Polizia giudiziaria ‘aprirà’ lo smartphone di Alice Di Vita, la diciottenne sorella e figlia delle due donne morte avvelenate con la ricina alla fine dello scorso mese dicembre. Agli investigatori telematici è stato chiesto di acquisire tutti i dati dell’IPhone che riguardano gli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile: le chat tra Alice, i suoi genitori, sua sorella Sara e altri amici o parenti, mail, conversazioni attraverso i social, siti web visitati e rilevazione delle posizioni.
Infine verranno acquisiti anche gli appunti contenuti nelle ‘note’ del telefono dove la ragazza avrebbe appuntato gli alimenti consumati in casa nelle ore precedenti la tragedia.
Domani, mercoledì, invece, l’attenzione si sposterà su Bari dove, al Policlinico, la dottoressa Benedetta Pia De Luca ha convocato i legali e i consulenti dei medici indagati e delle parti offese per l’esame dei vetrini istologici con i prelievi effettuati durante le autopsie svolte sui corpi di mamma e figlia lo scorso 31 dicembre.
foto Telemolise


