Campobasso, quando la buona amministrazione prende forma (con sfilate e passerelle)

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Con delibera di Giunta n.24 del 6 marzo 2024, in piena campagna elettorale, la “buona programmazione” dell’amministrazione pentastellata, con la presenza dell’ assessore Praitano, in piena attività, prende forma, individuando (con un po’ di ritardo), nel locali di via Berlinguer della ditta Di Lisio, la sede dove trasferire una parte delle aule localizzate nella D’Ovidio: scelta, questa, conseguente agli imminenti lavori (gia’ programmati pero’ da un paio d’anni) di abbattimento e ricostruzione del plesso scolastico della vecchia D’Ovidio.

Ma la “BUONA PROGRAMMAZIONE” si arricchisce di una nuovo tassello poiché, con l’insediamento della nuova amministrazione e dell’assessore Colucci, si scopre che i nuovi locali scelti dai pentastellati, oltre che seminterrati, sono urbanisticamente incompatibili in quanto destinati a garage: circostanze, questa, che impone alla Forte, neoeletta a Sindaca, dopo avere gia’ sposato la scelta operata dagli alleati pentastellati (e dopo essersi subito adoperata per demolire la proposta del Cantiere Civico: di localizzare, invece, le aule in centro, presso l’edificio di Corso Bucci, di fianco alle scuole del Mario Pagano e dell’ex Ragioneria, nonche di fianco all’auditorium già di proprietà comunale) di tamponare la piccola falla lasciata aperta dagli alleati, portando in consiglio una delibera di approvazione di una “deroga” volta alla regolarizzazione le nuove aule per acquisire un requisito necessario e, purtroppo, dimenticato.

La storia sembrerebbe finire qui se non fosse che il giallo della “Buona Programmazione” si complica e si arricchisce di un nuovo piccolo particolare: l’ulteriore proposta fortemente voluta dei Pentastellati e dall’assessore Praitano di localizzare le altre aule della D’Ovidio a Selva Piana, a km di distanza dal centro, in un fabbricato destinato a Fiera e ad accogliere animali – da riconvertire, peraltro, sulla base di uno studio di fattibilita’ scritto sull’acqua e gia’ costato circa 200.000,00 euro di soldi pubblici: scelta che si scopre essere priva di ogni minimo requisito in quanto, oltre che costosa (necessitando di lavori di ristrutturazione di circa 3,5 milioni di euro, di cui non esiste neppure una progettazione esecutiva), non ha ancora costituito oggetto ne’ di appalto, ne’ di studi o prove di vulnerabilita sismica, ne’ di conformita urbanistica o edilizia o igienico sanitaria (trattandosi di riconvertire un capannone destinato ad animali, costruito negli anni 80 ad edificio scolastico con tutte le conseguenti verifiche restrittive imposte dalla “sensibile” destinazione a scuola), né di compatibilità rispetto ai criteri di vicinanza e prossimità che presiedono alla localizzazione di “attrezzature di quartiere”, ne’ di valutazioni o studi sui sistemi e costi di trasporto ed accompagnamento dei fruitori della struttura a km di distanza: in breve, un disastro sotto tutti i punti di vista, compreso l’impatto sociale su famiglie e personale scolastico legittimamente e fortemente contrari a tale soluzione
e tuttavia ignorati dai noti depositari del “verbo”.

Pubblicità

Parte, quindi, la corsa contro il tempo, ereditata dal vice sindaco, avv. Piero Colucci, con la scelta di localizzare una consistente parte di tali aule (ad un costo irrisorio) nel presidio pubblico gia destinato a scuola dell’ex istituto Pilla (sino ad allora mai consultato) ed un’altra parte in altri locali, anch’essi, centrali e gia’ utilizzati a scuola, in via Insorti d’Ungheria, in una delle strutture più centrali, piu’ sicure e piu’ funzionali già esistenti in citta’ da un costo simile all’improbabile soluzione di Selva Piana e per di piu’ adiacente ad altre scuole ed all’auditorium comunale, qui di piu’ facilmente utilizzabile e riconvertibile, in futuro, ad altri uffici comunali.

per arrivare, quindi, con la fuoriuscita del Cantiere Civico dalla maggioranza e con l’ingresso del nuovo assessore ai ll.pp. in quota PD, all’ultima puntata della Buona Programnazione, cominciata male e finita peggio, ovvero coronata con l’imbarazzante passaerella della Sindaca, il primo giorno di scuola, tra le urla dei genitori, all’interno di una struttura scolastica non ultimata e probabilmente mal gestita (di cui nessuno si era accorto sino al giorno prima) gia’ scelta dalla precedente amministrazione pentastellata ed oggi ampliata, con la localizzazione ed il trasferimento delle nuove aule, sotto la supervisione della nuova giunta e dei nuovi assessori.

Il tutto dopo una serena estate e nell’assenza di un consiglio, non più convocato da settimane forse per assenza di maggioranza.

Forse, qualche passerella in meno e qualche sopralluogo in più, sarebbe buona cosa, a fronte di poltrone ed indennizzi tutt’altro che marginali, ridistribuiti anche ai vecchi fedelissimi di partito ed a carico di una collettività sempre più versata da gravi negligenze e macroscopici disservizi dell’amministrazione.