Campobasso, l’assessora Fraracci torna alla casa del Padre

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Chi si aspettava che i due ex assessori del Cantiere Civico, ora esterni Adele Fraracci e Angelo Marcheggiani avrebbero detto addio a Pino Ruta e al cantiere stesso dopo nemmeno un anno dall’ elezione in consiglio e il successivo passaggio in Giunta.

Le reazioni dei cittadini sui social sono estremamente negative nei loro confronti. Purtroppo però, almeno per Fraracci, non è altro che un ritorno alla casa del padre.

Lei stessa oggi in conferenza stampa, continuando gli studi filosofici che aveva intrapreso all’indomani delle dimissioni ha sostenuto che non avrebbe mai sostenuto il prosieguo della politica del Cantiere Civico rea di parlare con la destra che conduce la nazione e la Regione.

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Sostiene di andare avanti per gli interessi della Comunità. Quali?

Lo vedremo nei prossimi giorni. Ma per chi avesse dimenticato vogliamo ricordare. Proprio noi che siamo la memoria storica.

E arriviamo così al 2018. Era l’inverno in cui una “spedizione dei mille” di Garibaldina memoria tentava di voler rovesciare lo stesso Frattura sostenuto nel 2013 sia da Roberto Ruta che da Aldo Patriciello ( ora segretario di quella Lega che ha dato l’assist al centrosinistra per far ricomporre le commissioni al Comune di Campobasso).

Come è possibile vedere dalla foto di copertina di questo articolo dietro a Roberto Ruta, che ha sponsorizzato la sindaca Forte, c’è proprio l’ assessora Adele Fraracci. Era proprio lei una dei mille pronta a sostenere la candidatura dell’ ex senatore alla regione nel 2018. Proposta ritirata perché poi, senza Frattura, andava bene appoggiare la candidatura di Carlo Veneziale, assessore esterno dello stesso ex governatore.

Tutti insieme allora nel 2018 come oggi, ma senza Patriciello che poi scelse Donato Toma. La nostra Adele Fraracci era una possibile candidata alle primarie di quella coalizione.

Vi riportiamo in proposito uno stralcio degli articoli di allora.

Erano più di mille, questo pomeriggio, nella palestra Sturzo dell’omonima strada di Campobasso per la riunione dell’Ulivo 2.0 in cui si doveva eleggere il candidato Governatore da presentare alle prossime elezioni Regionali del 22 aprile.

Nella giornata di ieri avevano manifestato la volontà alla candidatura Adele Fraracci (Democratic@) e Angelo Di Stefano i quali, immediatamente prima del voto, hanno fatto un passo indietro per lasciare spazio al vero ed unico candidato della neo formazione politica regionale: Roberto Ruta.

Dunque per l’Ulivo 2.0 a sfidare gli altri competitors in gara vi sarà l’avvocato campobassano, ex Senatore Pd, con l’appoggio di tanti esponenti di spicco della politica e della società civile del capoluogo. Presenti allo Sturzo infatti Danilo Leva, Oreste Campopiano, Francesco Toraro, Mino Dentizzi e tanti amministratori di piccoli Comuni del Molise”.

Chiara quindi la vicinanza di Fraracci al Pd e a Roberto Ruta, un particolare storico che stride con la partecipazione al Cantiere Civico che di fatto si opponeva al sistema Pd.

Il successivo accordo tra Pd e Cantiere intanto prevedeva, in caso di vittoria della coalizione “Forte” proprio l’ingresso in consiglio di Adele Fraracci, che in caso avesse vinto De Benedittis, non sarebbe stata eletta.

Il passo successivo ha portato al suo ingresso in Giunta insieme a Marcheggiani ( primo eletto del Cantiere) che ha permesso l’ingresso in Consiglio di Vincenzo De Iasio e Antonella Trivisonno.

Alla luce di quanto avvenuto oggi sembrerebbe quindi che le fortune del Pd e dell’ assessora Fraracci, sarebbero state “fatalmente” legate dal primo momento della nascita dell’ accordo ormai dissolto tra Progressisti e Cantiere Civico.

E dopo la digressione storica torniamo con la macchina del tempo ai giorni nostri. O meglio a dieci giorni fa quando proprio Fraracci decise di abbandonare la Giunta, insieme a tutto il Cantiere Civico, tornando ai suoi studi. Interrotti inevitabilmente al primo capitolo perché dopo meno di due settimane torna in Giunta.

Ma cosa diceva dieci giorni fa? Andiamo a vedere.

“Se c’è un accordo, si rispetta – le parole di Fraracci – Il Foedus, patto di fiducia, non è stato onorato per responsabilità manifeste. Oggi ( lunedì 19 maggio ndr) in conferenza stampa ciascuno dirà la propria, credo che le parole dell’avvocato Colucci e del dottor Marcheggiani concorreranno a chiarire la questione. Io lo faccio attraverso questo comunicato stampa. L ’accordo alle elezioni è ciò che ha condotto alla vittoria Marialuisa Forte. E c’è chi ha remato contro dopo la vittoria: all’interno del Pd-Movimento 5 stelle e del gruppo Avs, quest’ultimo qui in città è da lustri costola del Pd”.

Ma dopo parole così “forti” che criticano l’ accordo come si fa a stipularne uno nuovo a titolo personale? È questa la domanda che si pongono i cittadini. Persone che in passato denunciano comportamenti poco chiari come fanno a fidarsi ancora? Cosa c’è dietro?

E qui arriva la famosa dichiarazione che ha reso famosa la questione.

Mi preme dire – ha aggiunto Fraracci – che io non sono il giocattolo di nessuno e nella vita professionale e civile, così come nell’agone politico, sono sempre stata donna autonoma, che si assume oneri, onori e fallimenti. E non consento a nessuno di strumentalizzare la mia persona. All’accordo avevo personalmente creduto tanto da spendermi con lealtà in questi 10 mesi, convinta che la città capoluogo dovesse essere un baluardo dentro il panorama sia regionale che nazionale a chiara conduzione di destra, evidentemente però per altri la logica è stata diversa”.

Qui finalmente un po’ di coerenza con quanto esposto in conferenza stampa oggi. Ma non è questo stesso nuovo accordo che continua a sostenersi con l’apporto degli ex centrodestra Varra e Madonna? Non è lo stesso che per andare avanti ha bisogno di altri voti “responsabili” di centrodestra se vuole superare il guado del Corpus Domini? La maggioranza è fragilissima a meno che non si aggiungano altri cambi di casacca in corso d’ opera. Sarà coerente con il purismo di sinistra accettare stampelle probabilmente leghiste o di altra natura? Lo chiediamo a noi stessi e a chi ci legge.

Quindi la conclusione. “Con la schiettezza che mi appartiene sottolineo che mi sono dimessa da assessore, praticando sul campo il non attaccamento alla poltrona, convinta che la poltrona debba servire non a me, ma alla comunità e se non ci sono le condizioni per ben operare è cosa giusta fare il passo indietro. La questione rifiuti era un punto dell’accordo, uno dei cardini del programma del cantiere civico, con l’impegno di metterci mano e di assicurare discontinuità. Invece il campo largo ha deciso di andare in senso opposto, dando continuità alla gestione, disattendendo alla fine gli accordi e le rassicurazioni; l’assenza di un riscontro da parte della sindaca quantomeno al vicesindaco in merito alla Sea è stata la cosa deflagrante sul piano politico e mortificante sul piano umano. Nell’augurare buon lavoro ai consiglieri, tutti, lascio il Cantiere civico, a cui sono legata per orizzonti di valori, ma da cui oramai mi separano taluni comportamenti e i loro futuri percorsi politici”.

Ma insomma? Dentro o fuori? Non attaccamento alla poltrona e si torna sulla stessa dopo appena dieci giorni? Ancora critiche al campo largo e ora col campo largo?

Perchè l’ assessora e il collega Marcheggiani non hanno allora rifiutato di dimettersi due settimane fa? Perché firmare un documento unitario con gli altri del Cantiere Civico se poi si ritorna sui propri passi ? Sono tante le domande che affollano le nostre menti. La risposta potrebbe essere trovata in quel passato 2018. Ai posteri l’ ardua sentenza.