Campobasso, la parola a Piero Colucci ex vicesindaco: per la città andava fatto molto di più, al contrario di altri credo nei cambiamenti in tempi brevi

Pietro Colucci, conosciuto anche come Piero, è stato il primo vicesindaco della Giunta Forte. È l’unico dei tre “assessori dell’ accordo” a non essere rientrato nell’ esecutivo il 29 maggio, dieci giorni dopo le dimissioni di massa del Cantiere Civico, dimostrando una coerenza e un attaccamento alla maglia raro di questi tempi. Ora, dopo quasi un anno di azione amministrativa è fuori dal Comune ed è tornato al suo lavoro, quello di avvocato. In questo racconto fatto di domande e risposte il sunto dell’ anno che è stato e di cosa ha fatto per la città.
Avvocato Colucci, lei è stato il primo vicesindaco della Giunta Forte. Da dove sono nati i motivi che lo hanno portato all’ abbandono?
Il motivo contingente è stata la nomina del cda della SEA, oggetto di una inaccettabile lottizzazione politica a danno della città. La SEA è un’impresa, con grandi potenzialità economiche, che gestisce servizi fondamentali, in particolare la raccolta differenziata dei rifiuti, il verde e i parcheggi. Sarebbe stato necessario individuare persone con competenze specifiche nei predetti settori, soprattutto in quello della raccolta differenziata, che costituisce il core business dell’azienda. Anche la nomina di alcuni componenti del collegio sindacale mi ha lasciato perplesso. Più in generale, però, a convincermi alle dimissioni è stato il mancato rispetto degli accordi programmatici sottoscritti al momento del turno di ballottaggio, che ha visto la vittoria di Marialuisa Forte grazie ai voti determinanti del Cantiere Civico. Gli accordi prevedevano un diverso modo di fare politica, nell’interesse dei cittadini e non dei partiti. La città sarebbe dovuta ripartire del centro storico, nell’ambito di un più generale progetto di rigenerazione urbana, la raccolta differenziata avrebbe dovuto subire cambiamenti radicali, garantendo a tutti i cittadini un servizio di uguale qualità, fondamentali sarebbero dovuti essere la manutenzione della città e la sicurezza dei cittadini, quest’ultima percepita ormai come un problema, e la cura del verde. Nulla di tutto ciò è avvenuto per responsabilità dei partiti del c.d. campo largo, poco interessati al cambiamento ed incapaci di immaginare una città inclusiva, ma al tempo stesso innovativa, dinamica e proiettata nel futuro. A queste condizioni mi è sembrato inutile proseguire nell’attività amministrativa.
Gli assessori Fraracci e Marcheggiani sono usciti dalla porta e rientrati dalla finestra. Lei è stato ricontattato dalla Sindaca per un nuovo incarico?
Non sono stato ricontattato dalla Sindaca, che, conoscendomi, sapeva che sarebbe stato probabilmente inutile. Per quanto riguarda gli assessori Fraracci e Marcheggiani, credo che la decisione di farli rientrare in giunta non sia stata presa dalla Sindaca, che ha solo formalizzato le nomine. Rispetto le scelte personali, quantunque non le condivida.
Lei ha rinunciato a una cospicua indennità, dimostrando che non le interessano soldi e poltrone. Che pensa di questo aumento delle indennità? Non condiziona forse troppo il modo di fare politica odierno?
Le indennità sono invero elevate, ma corrispondono comunque all’assunzione di gravi responsabilità e ad un impegno lavorativo importante, che, se svolto seriamente, con dedizione e passione, lascia poco spazio alla vita privata e professionale. Mi rendo conto che non sempre le indennità sono meritate. Uguali riflessioni valgono per le indennità dei consiglieri comunali, che non hanno le responsabilità dei membri della giunta e una cui minoranza sta di fatto consentendo, per interesse, la claudicante sopravvivenza dell’Amministrazione.
Vogliamo ricordare ai cittadini i punti salienti della sua attività amministrativa?
Anzitutto, mi sono adoperato con successo per evitare il trasferimento della scuola “D’Ovidio” a Selvapiana”, dove più utilmente potrebbero trovare allocazione alcuni uffici comunali in vista della ristrutturazione antisismica della sede centrale di piazza Vittorio Emanuele e forse anche il Comando della Polizia locale. Ho poi ripreso e seguito tutti lavori in corso, finanziati con fondi PNRR, CIS e bandi periferie, cercando, in collaborazione con la struttura tecnica del Comune, di garantire lo svolgimento delle gare, le assegnazioni e il completamento degli interventi nei tempi previsti. Ho recuperato, e me ne assumo il merito, due opere, la ristrutturazione del mercato coperto di via Monforte e la scuola “Notte”, che rischiavano di non essere più realizzate per un problema legato ai fondi FOI, vale a dire quei fondi che servono a compensare l’aumento dei costi. Appena insediatomi, sono riuscito a inserire nella variazione di bilancio al 31 luglio 2024 l’importo mancante di circa 2.500.000,00 di euro, che poi sono stati recuperati in fase di appalto con il ribasso dei prezzi posti a base della gare. Ho portato in giunta una delibera per un concorso di idee sui percorsi pedonali coperti nel centro storico e murattiano, stavo lavorando ad un progetto per la mobilità urbana nel centro storico, aspettavo dalla struttura (dovrebbe essere pronto alla fine di luglio) un progetto per un nuovo campo di inumazione nel cimitero cittadino, dove abbiamo, almeno temporaneamente, risolto i problemi ereditati dalla precedente Amministrazione. Ho contestato alla ditta Dondi, su precise basi giuridiche, gli spropositati aumenti di prezzo richiesti per i nuovi loculi. Abbiamo ottenuto finanziamenti per la realizzazione di tre mense scolastiche presso le scuole medie Petrone, Jovine e Colozza. Ho seguito una miriadi di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle contrade. Infine, ho predisposto il regolamento per gli appalti sotto soglia, che, una volta approvato da Consiglio comunale, dovrebbe garantire una maggiore rotazione nell’assegnazione dei lavori e nell’affidamento degli incarichi professionali.
Al contrario dei suoi ex colleghi di Giunta lei è rimasto nel cantiere civico. Come e se continuerà la sua azione politica?
Intendo la politica come servizio, vedo difficile un mio impegno nel contesto attuale.
La città di Campobasso in questo anno è migliorata o peggiorata? In quale settore si poteva e si doveva fare di più?
Non è peggiorata e neppure migliorata, si poteva e doveva fare molto di più. Qualcuno ha detto che sono ingenuo a pensare che i cambiamenti si possano realizzare in tempi brevi, io sono di altra opinione.
Un giudizio politico su centrodestra e centrosinistra al Comune?
Il giudizio è negativo. Nessuno dei due schieramenti, sia pure con alcune lodevoli eccezioni, ha una visione del futuro della citta, entrambi mirano alla soluzione di problemi specifici e contingenti, spesso frutto di esigenze elettorali.


