Caldo settembrino e scuole, Valditara chiude a posticipo apertura: solo il 15% degli edifici ha un condizionatore

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Riparte l’anno scolastico in piena emergenza caldo e nelle aule non ci sono i condizionatori. I sindacati si sono divisi sull’ipotesi di rinviare l’inizio delle lezioni a ottobre, mentre il ministro Valditara mette sul tavolo 20 milioni di euro per affrontare l’emergenza. Ma gli interventi necessari procedono a rilento.
Le scuole italiane sono progettate “per un clima che non esiste più”, dice Claudia Cappelletti di Legambiente, sentita dal Sole24Ore. Nei prossimi dieci giorni, a partire da oggi, 7,5 milioni di studenti torneranno tra i banchi e solo il 15,7% degli edifici scolastici ha un condizionatore.

Il quotidiano di Confindustria ha diffuso i dati raccolti nella nuova edizione del report “Ecosistema scuola”, che l’associazione ambientalista pubblica ogni anno. Secondo l’indagine nei cinquantadue capoluoghi che hanno risposto a Legambiente solo 598 strutture su 3809 (il 15,7%) sono dotate di “aule raffrescate” (contro l’84,3% che non ne ha). Al primo posto c’è Palermo con 247, segue Milano a 135. Su cinquantadue comuni, diciannove hanno riferito di essere completamente privi di “sistemi di raffrescamento nelle aule scolastiche”.

Solo il 15% degli edifici scolastici sono dotati di condizionatori: lo studio
Un’indagine del portale specializzato Tuttoscuola che copre l’anno scolastico 2024-2025 riporta che su 39.351 edifici solo in 2835 (il 7,2%) erano presenti dei condizionatori (ogni studio si basa su campioni e utilizza indicatori differenti). Oltre alle statistiche e alle percentuali, ci sono storie che raccontano un problema che riguarda milioni di famiglie. Fanpage.it ha raccolto, ad esempio, la testimonianza di una mamma di Vico Equense (Campania): “Posso garantire che nella zona in cui abito ci ritroviamo con delle scuole medie ancora allo stato di 35 anni fa […] i ragazzi devono entrare in un forno crematorio”. Intanto il Consiglio Nazionale delle Ricerche parla di “temperature atmosferiche eccezionalmente elevate” e la Società Italiana di Medicina Ambientale ha avvertito che, in concomitanza con la riapertura degli istituti, l’Italia potrebbe essere colpita da “una sesta ondata di caldo estremo”.

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La risposta del governo: Valditara chiude a modifiche sul calendario
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara (Lega) ha escluso rinvii, ribadendo che sul calendario decidono le regioni. In parallelo, ha annunciato 20 milioni di euro per apparecchi di raffrescamento. Tuttavia, la FLC CGIL ha calcolato che se la cifra viene divisa per circa 350mila classi risultano 57 euro per aula (dunque, le risorse stanziate sarebbero largamente insufficienti). In un’intervista a Repubblica Valditara ha replicato che questi numeri non dovrebbero includere gli istituti già raffrescati, quelli che hanno acquistato nuovi dispositivi negli ultimi mesi e gli edifici situati in aree dove il problema si sente meno (trattandosi magari di aree montane). 20 milioni, puntualizza, sono solamente “una prima risposta all’emergenza. Nella prossima legge di bilancio proporrò ulteriori investimenti strutturali”.

Secondo Legambiente i condizionatori non bastano: “Servono interventi strutturali che rendano le scuole più resilienti, efficienti e vivibili, attraverso riqualificazione energetica, ombreggiamento, infrastrutture verdi, ventilazione e produzione di energia rinnovabile”. Il governo rivendica di aver destinato 3,7 miliardi dei fondi Pnrr all’efficientamento energetico. L’anteprima di Ecosistema Scuola mostra che, anche se negli ultimi cinque anni l’85,4% delle amministrazioni ha realizzato interventi che vanno in questa direzione, i lavori hanno interessato appena il 19,4% degli edifici scolastici. Una scuola su cinque. (Fonte Fanpage)