Calcio serie C, seconda sconfitta per i lupi, finisce 0-1 col Pineto

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di Luca Tronca

CAMPOBASSO – PINETO 0-1
STADIO ANTONIO MOLINARI

CAMPOBASSO (4-3-3): Tantalocchi; Cristallo, Papini, Lancini, Lanza (52′ Celesia); Di Livio (65′ Serra), Gargiulo, Gala; Bifulco (82′ Lombari), Padula (65′ Magnaghi), Leonetti.
A disp.: Rizzo; Muzi, Cerretelli, Nocerino, Parisi, Ravaglioli.
ALL.: Zauri.

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PINETO (4-3-3): Tonti; Postiglione, Schirone (90’ Nebuloso), Germinario, D’Andrea (90′ Marrancone), Bruzzaniti, Borsoi, Lombardi (84′ Viero), Serbouti (84’ Baggi), Capomaggio, Pellegrino (70′ Mastropietro).
A disp.: Marone, Ienco,Saccomanni, Iaccarino, Tupone, Menna, Di Lazzaro.
ALL.: Tisci.

ARBITRO: Alessandro Silvestri di Roma 1.
ASSISTENTI: Giuseppe Romaniello e Luca Chianese di Napoli.
QUARTO UFFICIALE: Mattia Maresca di Napoli.
OPERATORE FVS (FOOTBALL VIDEO SUPPORT): Matteo Gentile di Isernia.

MARCATORI: 47′ Bruzzaniti (P).

SERIE C, GIRONE B: SECONDA SCONFITTA IN CAMPIONATO PER I LUPI, FINISCE 0-1 PER IL PINETO CON UN EUROGOL DI BRUZZANITI

Quarta giornata di campionato nel girone B di Serie C e prima sconfitta interna per il Campobasso (seconda in campionato), battuto per 0-1 da un Pineto cinico e organizzato. Una partita brutta da vedere, giocata su ritmi spezzettati e caratterizzata da tanti duelli fisici, in cui nella maggior parte delle situazioni la squadra abruzzese ha avuto la meglio. A decidere la sfida, un gran gol di Giovanni Bruzzaniti, attaccante del Pineto che in estate era stato seguito anche da club di Serie B, ma che la società biancazzurra è riuscita a trattenere, confermandolo come uno dei big della categoria.
Come già anticipato alla vigilia, il Pineto si è confermato una delle squadre più giovani e ostiche del girone. Lo scorso anno aveva già dimostrato al Molinari di essere una formazione complicata da affrontare e anche stavolta non ha tradito le attese.
Merito anche del tecnico Ivan Tisci, allenatore preparato che ha dato un’impronta precisa alla squadra: equilibrio, organizzazione e tanta determinazione. Il Pineto non molla mai, lotta su ogni pallone e sfrutta ogni occasione utile, qualità che oggi hanno fatto la differenza nonostante non sia stata la miglior prestazione fino ad ora degli abruzzesi.
Dall’altra parte, prestazione molto deludente per la squadra di Luciano Zauri. Il Campobasso è apparso spento, scarico sia fisicamente che mentalmente, incapace di reagire di fronte all’aggressività e all’organizzazione degli avversari.
Alcune assenze pesanti, comunicate solo nelle ultimissime ore, hanno ulteriormente complicato i piani del tecnico. Tatticamente i molisani non sono mai riusciti a trovare le contromisure, subendo l’intensità degli ospiti e creando pochissimo in fase offensiva: pochi tiri, quasi mai nello specchio della porta, e un gioco lento e prevedibile, con i centrocampisti, soprattutto Gargiulo, sempre limitato e marcato ad uomo per tutti i 100 minuti dai giocatori del Pineto impedendoli di iniziare l’azione.
Nel complesso, vittoria meritata per il Pineto, anche se macchiata da un atteggiamento molto ostruzionistico nella gestione del vantaggio, con un gioco sempre spezzettato. Gli ospiti hanno fatto ricorso a continue perdite di tempo, spesso eccessive e clamorose, che hanno esasperato i tifosi rossoblù e i giocatori del Campobasso. 
L’arbitro Alessandro Silvestri ha permesso che la gara scorresse in questo modo, senza intervenire con decisione per limitare le interruzioni, aumentando la confusione generale. La partita ha così avuto pochissimo tempo effettivo di gioco, una situazione che deve far riflettere i vertici federali, soprattutto in un momento in cui anche l’introduzione del Football Video Support contribuisce a prolungare ulteriormente le interruzioni.
Il direttore di gara ha dato l’impressione di perdere il controllo della gara già dopo cinque minuti, commettendo diversi errori, per lo più a sfavore del Campobasso. Una direzione di gara che alimenta la sensazione, ormai diffusa tra i tifosi rossoblù , società, squadra e staff, che la squadra non stia vivendo un periodo fortunato con gli arbitraggi, già da molto tempo. Zauri e i suoi sperano che in futuro la situazione possa migliorare.
Sul campo, nel 4-3-3 disegnato da Zauri, ha fatto il suo esordio il classe 2005 Lanza nel ruolo di terzino sinistro, vista l’assenza improvvisa e contemporanea di Martina e Pierno. Una scelta forzata che non ha portato i frutti sperati: il giovane Lanza ha vissuto un debutto complicato, mostrando insicurezza e difficoltà nel reggere l’impatto fisico della categoria e di una partita dura come questa.
A centrocampo debutto anche per Gargiulo, schierato come mediano con Di Livio e Gala ai lati. In avanti, confermato il tridente con Bifulco, Padula e Leonetti.
Assenti, oltre a Martina e Pierno, anche Armini e Brunet.
Il Pineto invece ha risposto con il suo consueto 4-3-3, con il tridente offensivo formato da Bruzzaniti, D’Andrea e Pellegrino.

PRIMO TEMPO

L’avvio è prudente, con entrambe le squadre attente a non concedere spazi e impegnate in duelli individuali a tutto campo. Al 9’ però il Pineto trova la via della rete con D’Andrea, abile a liberarsi in area e a battere Tantalocchi, ma la gioia dura poco: l’arbitro Silvestri annulla per fuorigioco. Pochi minuti più tardi, il Campobasso ha una grande occasione: Padula, con un colpo di testa a botta sicura, batte Tonti. Tuttavia, anche questa volta la rete viene annullata dall’arbitro per un fuorigioco iniziale di Leonetti all’inizio dell’azione.
La partita resta spezzettata da numerosi falli, con il possesso palla controllato dal Pineto, senza particolari emozioni fino al 44’, quando Pellegrino, su un traversone, prova la girata senza inquadrare lo specchio. Ma allo scadere dei tre minuti di recupero arriva la doccia fredda per i rossoblù: Bruzzaniti, dal vertice sinistro dell’area, inventa un destro preciso e imprendibile che sblocca l’incontro.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa Zauri corre ai ripari inserendo Celesia al posto di Lanza al 52’. Poco dopo, al 57’, Leonetti sfrutta un lancio in profondità e prova ad aggirare Tonti, ma viene atterrato in area di rigore da Serbouti. Dopo la revisione video però, l’arbitro ravvisa una posizione di fuorigioco e annulla il possibile rigore. Il Campobasso cambia ancora al 65’: dentro Magnaghi per Padula e Serra per Di Livio.
Proprio Magnaghi, al 77’, si mette in evidenza con una girata su cross dalla sinistra, troppo centrale però per impensierire Tonti. L’occasione più clamorosa capita all’86’: Leonetti calcia, Tonti respinge e sulla ribattuta Magnaghi spreca mandando il pallone altissimo a porta quasi sguarnita. Due minuti dopo, è Lombari ad avere sul piede la palla del pareggio, ma il suo controbalzo finisce oltre la traversa.
Nel maxi recupero di 10 minuti finalmente i lupi aumentano il ritmo e spingono con generosità: al 93’ Magnaghi centra la traversa con una conclusione deviata. Poi al 97’ Cristallo colpisce di testa in piena area trovando ancora la risposta di Tonti. Tutto ciò tra le varie e numerose perdite di tempo della squadra ospite. Nei minuti conclusivi, il forcing rossoblù non basta con il Pineto che porta a casa tre punti pesantissimi che gelano il Molinari.
Per il Campobasso, il quale resta a 4 punti con una vittoria, un pareggio e due sconfitte, una battuta d’arresto che lascia amarezza, non solo per la sconfitta ma soprattutto per la prestazione opaca e senza idee. Servirà una reazione immediata, sia dal punto di vista mentale che fisico, per tornare competitivi. Allo stesso tempo non va smorzato l’entusiasmo creato in questo inizio di stagione, come dimostrato dagli applausi di incitamento della Curva Nord nonostante la brutta sconfitta. Il campionato è lungo e l’obbiettivo è sempre migliorare e le basi per farlo ci sono.
Il Pineto, invece, sale al terzo posto in classifica confermando di essere una squadra compatta e temibile, capace di espugnare campi difficili come il Molinari grazie alla sua organizzazione e alla solidità mentale.
Un successo importante che premia la filosofia di Tisci e la scelta della società di trattenere giocatori di qualità come Bruzzaniti, dimostrando che anche una squadra giovane può ambire a grandi obiettivi se costruita con intelligenza, come dimostrato dai playoff raggiunti la scorsa annata.