Bilancio regionale, parla il segretario della Cgil: brutto e senz’anima

“Brutto e senz’anima”, così il Segretario Generale della CGIL Molise Paolo De Socio ha definito la proposta di bilancio varata dalla Giunta Regionale oggetto di discussione nelle varie audizioni che si stanno tenendo in Regione in questi giorni. “La convocazione di Organizzazioni sindacali e partenariato sociale rischia di diventare una mera ritualità” afferma il Segretario “se non si pratica un metodo di confronto concreto e costante che sappia mettere in relazione le realtà produttive e rappresentative territoriali con i decisori politici e con il Governo Regionale”. “Arrivare in audizione con documenti rintracciabili solo pochi giorni prima degli incontri “ continua De Socio “significa avere poca considerazione di un confronto vero e consolidato nel tempo che può essere unico presupposto per proposte condivise soprattutto in momenti di oggettiva difficoltà delle condizioni di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati che aspettano misure concrete per affrontare il caro vita e gli effetti devastanti delle crisi economiche congiunturali. Proporre una discussione in queste condizioni significa semplicemente constatare che la nostra, più che essere una cara Regione, è una Regione cara, nel senso che conferma una pressione fiscale elevatissima a fronte di servizi che non sempre (quasi mai!) sono degni di questo nome”. Altre constatazioni amare elencate dal Segretario della CGIL sono quelle relative alla proliferazione di commissari : commissari per la sanità, commissari per le Comunità montane, commissari per i consorzi di bonifica… una regione praticamente commissariata… Inevitabile, in queste condizioni, definire bilancio e legge di stabilità come strutture ingessate che non possono dare risposte al Molise in termini di programmazione e di sviluppo. De Socio, riconoscendo all’attuale assessore con delega al bilancio l’onestà intellettuale di avere provato a fare un’operazione verità almeno sulla quantificazione dei debiti prodotti, chiede che allo sfascio che si è determinato venga dato nome e cognome “non per fare processi di Piazza ma per evitare gli errori del passato e possibilmente per non affidare ruoli determinanti a chi è stato produttore di scelte sbagliate che ci hanno condotto in questo stato”. Il Segretario di via Mosca cita come esempio il danno prodotto per le recenti sentenze sulla surroga dei consiglieri regionali apprezzando con ironia la prudenza dell’assessore e della struttura che hanno accantonato le somme in bilancio per fronteggiare anche gli esiti dei dispositivi giudiziari ma ricordando che i soldi messi da parte non sono quelli di chi ha fatto errori madornali e prodotto nocumento debitorio a tutti ma sono quelli sottratti a lavoratici, lavoratori, cittadine e cittadini molisani”. Il Segretario, durante l’audizione dei giorni scorsi, ha ricordato che anche gli effetti nefasti delle recenti alluvioni e dei dissesti idrogeologici non possono essere affrontati solo quando la divina provvidenza ci manda i diluvi, ma necessitano di programmazione preventiva e anche di professionalità specifiche ed elevate considerato che, appunto, portando ad esempio il disastro di Petacciato, si tratta di affrontare la seconda frana di Europa e non una buchetta da riempire di asfalto o di cemento. “Sul nostro territorio” conclude De Socio “ siamo stanchi di assistere a danni denunciati derivanti da gestioni pluriennali che non hanno dato alcuna risposta e alcuna prospettiva al territorio. L’attuale maggioranza Regionale annovera nelle sue fila persone che muovono da decenni le leve del potere decisionale ma nessuno risulta essere mai responsabile e/o colpevole. Oltre a questa paradossale osservazione è assurdo pensare alla rivendicazione di un’inflazionata filiera istituzionale che ha imposto al nostro territorio, oltre che un’improbabile rappresentanza parlamentare, anche decisioni politiche molto discutibili come le derivazioni dell’autonomia differenziata bocciata dagli organi giuridici costituzionali ma che prova a rientrare nelle sedi istituzionali, attraverso l’assurda definizione dei LEP considerati sulla spesa storica definita nelle conferenze Stato Regioni”. Il Molise ha bisogno di rimettere in campo la necessità di una programmazione condivisa che sappia dare speranza e certezza a chi ha deciso di vivere in questo territorio.


