Politica, patto della frittata tra Iorio e D’Egidio? Il centrodestra si avvia alla soluzione della crisi di metà mandato, con un centrosinistra afflitto da divisioni interne

Il bilancio di previsione e la legge di stabilità sono stati approvati.
Ricordiamo tutti, quando si parlava di avvicendamenti in Giunta regionale di metà mandato, il presidente della Regione liquidò la questione così: lo vedremo dopo l’approvazione del bilancio.
Si trattava soprattutto dell’uscita dall’ esecutivo dell’ assessore Michele Iorio per lasciare spazio a chi, già dai tempi di Toma è poi rimasto sempre fuori dai giochi: il consigliere regionale Armandino D’Egidio.
Che fosse questo il motivo per cui l’ approvazione della manovra di bilancio è slittata a fine maggio? Nonostante la scadenza ufficiale era fissata per il 30 aprile?
I più vicini al centrodestra direbbero proprio di sì. Anche perché la questione avvicendamenti nell’esecutivo sarebbe rimasta silente in questi mesi che sono intercorsi tra il rinnovo dell’ufficio di presidenza che ha portato alla riconferma di Quintino Pallante alla carica di Presidente, e l’approvazione del bilancio.
Potrebbe rimanere tutto come sta? Certamente stando ai rumors che emergono. Ma certamente potrebbero crearsi nuove fratture all’interno del centrodestra. E nella serata di ieri Iorio e D’Egidio, insieme a Stefania Passarelli, sono stati avvistati a Montaquila alla sagra della frittata. Ci sarà un patto di giunta tra i commensali? Probabilmente sì, come già si è visto alle recenti comunali a Montenero, dove Pallante appoggiava Travaglini e Roberti la sindaca in carica Simona Contucci.
La verità dovrebbe emergere in questi giorni, a bilancio archiviato.
E dalle opposizioni? Ormai è chiara anche lì una spaccatura: da una parte Pd, Gravina e Primiani, dall’ altra sempre Primiani ma con Greco e Romano.
Con Angelo Primiani che potrebbe fare da perno per una nuova unità. Ma che di fatto partecipa sia alle iniziative del Pd che a quelle di Greco e Romano.
Insomma è tutto da rifare. In entrambi gli schieramenti. Ma una cosa è certa. Non ci saranno elezioni anticipate. Anche a causa del continuo rinvio dell’inchiesta Memory in tribunale a Campobasso ormai arrivata a settembre.
Tra gli indagati anche il presidente della Regione Francesco Roberti.


