Berlino, Campobasso e Rimini: un unico pride in cui ci sono stati attacchi d’odio reali e virtuali. Controvento è vicino ai tedeschi uccisi e teme per gli italiani attaccati da odio virtuale inaccettabile

Il pride del Molise si è svolto nella stessa giornata di altre manifestazioni sull’orgoglio omosessuale. Il primo a Berlino e il secondo a Rimini. E se mentre in Italia dobbiamo sottostare solo a commenti omofobi sui social, a Berlino l’odio è arrivato in piazza. E proprio da chi viene difeso in Italia: la comunità musulmana che vuole la Palestina libera. Chi ha ucciso in Germania lottava proprio contro la libertà. In Germania infatti c’é lo spettro dell’Isis e della radicalizzazione degli immigrati. Il giorno dopo l’attentato al Pride di Berlino, la città è ancora sotto shock e piange, colpita mentre celebrava la libertà nella diversità.
Dopo intense ricerche la polizia ha ucciso il ventunenne Abdul Ballout, sospetto responsabile dell’attacco al Christopher Street Day (Csd), la kermesse Lgbtq+ berlinese che aveva portato nelle strade persone truccate e scintillanti unite dalla voglia di festeggiare amore e tolleranza. Secondo Bild, gli agenti hanno fatto irruzione in un capanno da giardino nel quartiere di Spandau dove un’unità speciale della polizia ha aperto il fuoco dopo essere stata attaccata con un arma da taglio. L’uomo è deceduto nonostante i tentativi di rianimazione. Per la libertà a Berlino è morta una persona e altre 24 sono rimaste ferite. Una cosa che non dovrebbe mai avvenire dove si manifesta per i diritti.


Noi di Controvento esprimiamo solidarietà alla comunità lgbt berlinese. Ma esprimiamo paura anche per quello che abbiamo letto sui social delle pagine molisane e romagnole. L’odio riversato sui social, che per ora resta solo sul virtuale e viene fomentato dalle destre, potrebbe un giorno trasformarsi anche in Italia in quanto è avvenuto a Berlino? Non possiamo dirlo per certo ma è meglio non pensarlo e avere ragione al prossimo attentato alla Comunità Lgbtquia+ in Italia. E in questo le pagine romagnole non sono state da meno di quelle molisane. Sono gli stessi italiani qui a odiare e ignorare l’ esistenza delle popolazioni lgbt.
I pride devono esistere ancora proprio per combattere l’ignoranza diffusa e l’intolleranza. Non sono carnevalate ma il modo della comunità Lgbt di far sapere che esiste e che rivendica diritti. In Italia ancora il riconoscimento ufficiale delle famiglie arcobaleno, che esistono nei fatti ma non nella stepchild adoption ( adozione del figlio del compagno) che il governo Renzi lasciò indietro per ottenere il riconoscimento delle unioni civili.
Molti però sono ancora più indietro. Grazie al bullismo omolebotransfobico, parecchi hanno ancora difficoltà a fare il proprio coming out o a scuola o in famiglia. In Italia molti lgbtquia+ non si dichiarano nemmeno sul posto di lavoro e hanno paura a baciarsi in pubblico, a causa di aggressioni che ancora avvengono anche nelle grandi città, figuriamoci nei piccoli paesini delle aree interne di tutta Italia. I pride servono ancora a Berlino, come a Rimini e a Campobasso. E noi saremo per sempre a fianco della comunità lgbt affinché ci sia un giorno in cui non servirà manifestare alcun orgoglio perché spariranno tutte le disparità.


