Atm, scontro tra proprietà e dipendenti sugli stipendi: oggi il confronto in azienda

Continua lo scontro tra Atm e i dipendenti in merito ai pagamenti degli stipendi.
Nella giornata di oggi è previsto un confronto sulla sede di Atm riguardo al tema.
Ecco la lettera con cui Atm ha chiesto il confronto.
“Senza voler entrare nel merito delle responsabilità ascrivibili a ciascuna delle parti interessate- dichiara Atm- ci limitiamo in questa sede a ricordare che la mancata previsione di un termine certo a livello contrattuale per la liquidazione degli stipendi ha portato ad alcune decisioni del Giudice del Lavoro secondo le quali detto termine coinciderebbe con il I° di ogni mese.
Si tratta di un termine che l’Azienda non è nelle condizioni concrete di rispettare, non foss’altro perché per quella data non è possibile redigere neanche le buste paga propedeutiche al pagamento.
Tuttavia, dette decisioni sono state utilizzate in maniera assolutamente strumentale da alcuni lavoratori che, con il supporto di alcuni legali, hanno avviato una dinamica a dir poco viziosa di richiesta di decreti ingiuntivi già dal I° del mese, il proliferare di spese di lite che hanno determinato un grave danno economico per A.T.M., a cui si sono aggiunti i danni derivanti dalle successive procedure di pignoramento, con blocco dei contributi regionali e sottrazione di ulteriore risorse che avrebbero potute essere impiegate proprio al fine di garantire una maggiore puntualità nel pagamento degli stipendi.
Riteniamo che l’unico modo per interrompere tali speculazioni e giungere ad una definitiva risoluzione del problema sia la sottoscrizione di un accordo con i lavoratori, per fissare una data certa per il pagamento degli stipendi che vincoli, da un Iato, l’Azienda, ma, dall’altro, i lavoratori stessi. Tale terrnine potrebbe essere individuato nel giorno 18 di ogni mese, così da essere in linea con le tempistiche ordinarie di incasso del .reispettivo chilometrico regionale.
Al line della discussione di detto accordo, le SS.LL. sono convocate per un incontro da tenersi presso la sede di Campobasso di A.T.M. S.p.A. per il giomo 9 febbraio p.v. ore 10.30.
Chiediamo ai rappresentati delle istituzioni regionali, cui la presente è indirizzata per opportuna conoscenza, un intervento, nelle forrne e nei modi che riterranno opportuni, per una mediazione tra parte datoriale e parti sociali”.
Alcuni dipendenti rispondono così alla lettera di Atm.
SIAMO STANCHI DI ESSERE DEFINITI COLPEVOLI Gentilissimo Sig. Larivera Giuseppe, in merito ai presunti “circoli viziosi” -come Lei li definisce- tra dipendenti della Sua Azienda, avvocati, 00. SS. e giudici per percepire le nostre spettanze, alcuni dipendenti desiderano precisare quanto segue:
Siamo ormai, da 15 anni, un gruppo di lavoratori (circa 50) che per vedersi riconosciuto, o quantomeno per mettere al sicuro il proprio stipendio devono ricorrere mensilmente al “decreto ingiuntivo”. La spiegazione al fatto che si ricorra a tale strumento è semplicemente perché è I’ unica strada “LEGALE” (ricordiarno che non pagare i propri dipendenti è un’ azione illegale e squallida) da percorrere per opporsi ai continui soprusi. Tanto per iniziare, in alcuni periodi, siamo arrivati anche a “sette mensilità” di ritardo, nonostante la Regione pagasse mensilmente le spettanze a Lei dovute, vedendoci riconosciuto dopo tali mesi addirittura un acconto sul primo mese non pagato. Molte volte ci siamo sentiti dire “quando rni paga la Regione io vi giro i vostri stipendi”! Deve riconoscere che gestire così un’ azienda ne sarebbe capace anche un bimbo! Le ricordiamo che noi siamo dipendenti della Sua azienda e non della Regione, pertanto il nostro stipendio non è legato a controversie (qualora ce ne fossero) tra Lei e la Regione. A tal proposito Le rammentiamo che tutte le aziende del mondo vanno in contro a quello che si chiama “rischio di impresa” e la Sua non ne è esente! Inoltre come Lei sa, sulla data di pagamento la cassazione è stata chiara, e ha sancito che la data di pagamento è I’ ultimo giorno di ogni mese lavorato, e non come Lei sosteneva, il giorno 12, decisione presa dal giudice del lavoro in quanto neanche lui/lei ha capito quanto fosse la reale data, perché non c’è una data di pagamento uguale per ogni mese. Ci siamo ritrovati a dover recuperare anni di TFR non versato nelle casse degli istituti privati (Priamo, ecc.), con grave ammanco di interessi maturati. A quattro anni dall’ istituzione del Tpl Salute non ha mai versato nulla, di fatto limitando tante visite mediche con costi esorbitanti per noi dipendenti. Più volte tramite le 00. SS. abbiamo sollecitato incontri per definire tutte queste controversie ma si è tramutato tutto in un nulla di fatto. Purtroppo dobbiamo constatare che tutto questo, e altro ancora, avviene sotto l’ occhio “per così dire vigile della Regione Molise” (secondo noi li tiene chiusi tutti e due) vero titolare delle concessioni e degli autobus, che sarebbe dovuta intervenire con la revoca delle concessioni, come prevedono le regole che loro stessi hanno scritto nel contratto ponte con Lei stipulato. Le vogliamo anche ribadire che se fossimo conte Lei più volte ci definisce “i cattivi dell’ azienda” avremmo già fatto in modo che le cose non siano proprio come adesso, ma per Sua fortuna, e Lei lo sa, siamo tutte brave persone e padri di farniglia, che svolgono il loro lavoro onestamente e altro non vogliono che portare il proprio stipendio a casa, per poter mandare avanti la famiglia. Tutto ciò premesso per dire che, non ci stiamo più ad essere il capro espiatorio dei problemi di Atm, e ricordiamo anche che “non è colpevole solo chi lo fa, ma anche chi lo permette” tradotto: non è colpevole solo un’ azienda o chi che sia, ma anche chi gli permette di avere tali condotte. P.S.: la prima regola per essere chiamato imprenditore è quella di pagare i propri dipendenti, e la seconda è quella di considerarli pilastri dell’ azienda, e non come persone che pretendono qualcosa a cui non hanno diritto.
Alcuni dipendenti


