Apre una casa di accoglienza a Rotello con il parroco nella gestione: tanti interrogativi ma il più grande è “ci lavoreranno solo donne nel rispetto della Convenzione di Instanbul?

Una notizia che lascia mille interrogativi: nasce una casa di accoglienza a Rotello per donne vittime di violenza.
Non viene chiamata centro antiviolenza e nemmeno casa rifugio. La notizia arriva come un fulmine in un caldo pomeriggio di agosto. Questa casa di accoglienza è gestita dall’ Aiaf Molise (Associazione Italiana Centro associati per la famiglia e per i minori- sezione di Campobasso e Termoli la cui presidente è l’ avvocata Erika Cieri. Lo spunto per la nascita di questa realtà è invece dell’ associazione “Il Muro invisibile”. In questo caso l’ anima di questa realtà è il parroco Don Marco Colonna che ha creato il gruppo di lavoro.
Un prete: ormai in Molise non ci si stupisce più di nulla. C’è comunque da sperare che non sia direttamente coinvolto nella gestione della struttura. Che se si tratta di una vera e propria casa rifugio, secondo la Convenzione di Instanbul del lontano 2011, dovrebbe essere gestita da personale soltanto femminile, figuriamoci se poi si perdesse la laicità del progetto con l’ingresso diretto della Chiesa.
I CAV: STRUTTURE GESTITE DA SOLE DONNE
Sì, i centri antiviolenza operano con personale esclusivamente femminile, tra cui assistenti sociali, psicologhe, operatrici e consulenti legali, che forniscono supporto alle donne vittime di violenza. Per contattare il numero nazionale 1522, attivo 24 ore su 24, puoi chiamare o utilizzare la chat sul sito web, e sarai messa in contatto con operatrici specializzate.
Come funzionano i Centri Antiviolenza (CAV)
Operatrici specializzate:
I CAV sono composti da figure professionali, esclusivamente donne, come psicologhe, assistenti sociali, avvocatesse e educatrici.
Supporto completo:
Offrono un’ampia gamma di servizi, tra cui ascolto, supporto psicologico e legale, orientamento al lavoro e all’autonomia abitativa.
Rete nazionale:
Operano in collaborazione con la rete nazionale D.i.Re. (Donne in Rete Contro la Violenza) e altri enti locali per garantire una risposta completa.
Come contattarli
Chiama il 1522: È il numero unico nazionale gratuito, attivo 24 ore su 24.
Utilizza la chat: Puoi accedere alla chat sul sito 1522.eu per parlare direttamente con un’operatrice.
Trova il centro più vicino: Se conosci o individui il centro antiviolenza più vicino, puoi chiamarlo direttamente per un primo contatto.
Ora non si capisce ancora bene la finalità del progetto di Rotello. Tenta di darci tutti i dettagli l’ assessore Vincenzo Niro
L’INAUGURAZIONE E LE PAROLE DI NIRO
“Apre oggi una struttura che persegue un approccio innovativo, qualcosa di tangibile, costruita per restare. Accoglienza, ristrutturazione e reinserimento è quello che colpisce qui a Rotello: non un luogo di passaggio o una casa rifugio, ma un porto sicuro cui fare riferimento nel tempo, al fine di curare le ferite delle vittime di violenza di genere, avviandole sulla strada di una possibile, concreta affermazione delle proprie risorse interiori e professionali. Un unicum per ora e una grande conquista per tutto il Molise”.
Così questa sera il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale del Molise, Vincenzo Niro, intervenendo all’inaugurazione della Casa di accoglienza intitolata ad Anna e Armaldo Pangia all’ex Frantoio di Rotello.
“Curare le donne oltre le temporanee condizioni di forte disagio, è fine nobile, nuovo, di vera prospettiva, una formula che può aiutare la societá a formare un sistema di rieducazione che parta dalle scuole e dalla comunicazione.
“Perciò, come rappresentante delle Istituzioni, ho accolto con favore l’invito e seguito con estremo interesse il processo di realizzazione di quella che assume i connotati dell’autentica impresa sociale.
“La Regione Molise darà tutta la sua collaborazione e disponibilità alle ospiti e ai gestori di un progetto serio e mi auguro ben radicato nelle nostre coscienze, nel ricordo di due cittadini benemeriti” ha proseguito Niro.
“Un enorme grazie va a don Marco Colonna, parroco e anima dell’associazione ‘Il muro invisibile’ che con il suo gruppo di lavoro ha creato questo presidio di civiltà e futuro.
“Buon lavoro, poi, all’AIAF Molise Associazione Italiana Centro Associati per la Famiglia e i Minori – Sezione di Campobasso e Termoli – presieduta dall’avvocato Erika Cieri, che ha accompagnato il percorso di realizzazione dell’opera e fornirà supporto legale e di assistenza della stessa”. Alla presenza del sindaco Marmorini e di altre autorità, la serata, coordinata dall’avvocato Romeo Trotta, proseguirá con la presentazione della nascente Taverna Sociale, che sorgerà nei locali della struttura: un ambiente concepito come laboratorio di legalità, spazio di formazione su tematiche sociali e di mutuo aiuto, e centro di raccordo con le attività del territorio.
“L’innovazione sociale si intreccerà con l’opportunità offerta alle donne di partecipare attivamente alla vita economica e culturale della comunità, rafforzando il tessuto sociale, aspetto che eleva questa struttura a rango non solo di rifugio ma anche di ponte verso un futuro possibile” conclude il sottosegretario Vincenzo Niro a margine dell’evento.
LE RIFLESSIONI
C’è sicuramente da vederci chiaro. Non basta fare per aiutare chi ne ha bisogno. La Regione come fornirà aiuto a questa struttura? Con i fondi destinati ai centri antiviolenza?
Le donne che subiscono violenza inoltre non sono animali feriti da curare, come ha sottolineato lo stesso Niro, ma persone a cui va fornita una alternativa di vita.
Come lo faranno insieme a una associazione gestita da un prete non si può sapere.
To be continued


