Apologia di fascismo, casapound alle elezioni e svastiche nei negozi: un reato soggetto a scadenza

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di Giovannino Cornacchione

La deriva autoritaria, giorno dopo giorno, diventa sempre più palese e beffarda, così costante nelle sue varie sfaccettature di prepotenza, così mischiata al flusso incontrollato e incontrollabile delle notizie “usa e getta”, che tende pericolosamente alla normalità. La liberazione dal fascismo, costata centinaia di migliaia di morti, ha partorito un lungo periodo di ravvedimento e una Costituzione che poneva basi democratiche di convivenza civile, contemplando, nella sua ricca e lungimirante difesa della legalità, l’APOLOGIA del fascismo. Ora, con determinazione, senza perderci nei fatti gravi che la storia del nostro Paese ha registrato e pianto, senza girare intorno a una ricomposizione mondiale dei poteri totalitari che inevitabilmente si connotano con politiche economiche sempre più basate sul consumo, sul capitale materiale e non umano, vediamo ricomporre gruppi sociali che ostentano senza mezze misure la matrice fascista. Slogan e vecchie canzoni mussoliniane, svastiche, saluto romano, camicie nere, partiti come CasaPound che concorrono nelle tornate elettorali….Allora mi chiedo e chiedo a tutti voi: Ma tutto questo è possibile?L’Apologia di fascimo scritta dai Padri fondatori nella nostra Carta Costituzionale è assoggettata a scadenza?E se così non è, perché la magistratura non persegue questa deriva fascista che ormai si è radicata anche nelle più alte sfere dello Stato?