Anestesia a Isernia, Alternativa Molise: diciamo la verità sulla questione dei rianimatori

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Per l’ennesima volta assistiamo alla spettacolare manovra di gettare fango sulla sanità pubblica. Mentre nella sanità privata tutto va a gonfie vele. Tutto perfettamente perfetto. Intoccabile. Ineffabile. Imperturbabile. Eccellenza delle eccellenze. Al primo giro di boa in cui qualcosa va storto, spesso i soliti noti, con i loro più o meno occulti complici, danno spettacolo. Teatranti quali sono non c’è da meravigliarsi. Traendo in inganno anche gli inconsapevoli mediatori dell’informazione. Uno dei problemi della sanità è proprio questo. La spettacolarizzazione bieca e i biechi interessi. Che strano. Che schifo. Tutti agli ordini quando si tratta di mettere la X sulla scheda elettorale. Poi tutti pronti a protestare quando qualcosa non gli garba. Anche inezie. Incomprensioni. Ambiguità. Quando a loro viene torto un capello, a loro dire. Quando hanno subito un sopruso, a loro dire. O quando lo avrebbe subito la comunità. A loro dire. Si ergono a maestri di vitane tuttologi. Magari non capiscono nulla. Questo è un vero problema. D’altro canto a causa dell’immobile pigrizia colpevole di politici e alte dirigenze, siamo alla stregua dell’ultimo della fila, del primo che si alza al mattino, del vilipendio gratuito, dei saltimbanchi di turno. La politica molisana tutta, su ogni linea, dai parlamentari in giù, è totalmente resiliente in senso negativo. Indifferente a quanto sta accadendo. Su questo non vi è dubbio. È necessario tornare all’ordine delle cose. Altrettanto è necessario che la politica si affidi piuttosto agli addetti ai lavori. A chi la sanità la vive. E la fa. Sul serio. Non con le chiacchiere. Non con le aule di tribunale. Non con i microfoni di piazza o con i post sui social e i selfies di denuncia. Quanto accaduto mediaticamente sulla Rianimazione di Isernia grida allo scandalo. L’ultimo dei comitati civici, che spuntano come funghi, si sveglia e decide di interpretare quanto non conosce in modo spudorato. Non sa che sono state evidenziate nelle sedi opportune notevoli criticità. E che notevoli sono le criticità note del Veneziale. Chi strumentalizza e specula su tutto questo gettando solo fango? Chi può permettersi di interpretare ragioni espresse da persone serie e veri professionisti? Che, udite udite, sarebbero stati in grado di ricattare la Asrem di cui sono dipendenti. Quali sono i reconditi scopi? Quale interesse? Auguriamo almeno un minuto di vergogna a chi compie gesti di questa portata. Si faccia da parte. Chieda scusa. Perché quando manca la competenza, soprattutto in ambiti protettivi verso la comunità e particolarmente professionali, in cui è in gioco la vita di individui, sarebbe bene imparare a star zitti senza sparlare a vuoto. Auspichiamo le repentine smentite formali del caso. E auspichiamo che la politica molisana abbia un sussulto di orgoglio innanzi a questo indegno spettacolo che umilia la dignità delle cure nonché di alte professionalità operative, sconvolte da una crisi sanitaria oramai incontrollabile.

Alternativa Molise