Anche i morti subiscono il carovita: 4,2% in più per i fiori al caro estinto

Vivere in Italia e in Molise è diventato sempre più difficile. Il potere d’ acquisto di pensioni e stipendi è sempre minore soprattutto per chi porta a casa stipendi di circa 500-600 euro al mese.
Il carovita purtroppo interessa anche la commemorazione dei defunti che si celebra oggi.
Una indagine di contribuenti.it ha accertato che rispetto a 15 anni fa si spende il 4,2% in più per una visita ai defunti.
Se ci accostiamo nei pressi di un cimitero una sola rosa, in questi giorni, può arrivare a costare fino a 4,5 euro. Dai fiorai nei paesi e in città la media é comunque è di 3,60 euro.
Rispetto ai costi di settembre i costi aumentano del 450%.
Contribuenti.it ha, infatti, rilevato che il prezzo di una rosa nel mese di settembre era di 1 euro.
“La festa dei morti – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – è vissuta dai vivi come la festa delle speculazioni. I fiori freschi, diversamente dagli altri beni, non possono che essere acquistati in loco, essendo beni deperibili”.
Alla speculazione dei fiori si aggiunge quella dei lumini che vengono accesi sulle tombe, che sono passati da 1,20 euro del 2009 a 2,60 del 2010, con un aumento del 120%.
Secondo le stime di Contribuenti.it, ogni famiglia italiana sosterrà una spesa media di 18,50 euro per ricordare i propri cari.
Una speculazione da 330 milioni di euro che i contribuenti italiani subiscono, molto spesso, senza neanche ottenere, all’atto dell’acquisto, uno scontrino fiscale.
‘Dall’analisi degli studi di settore – conclude Carlomagno – emerge che i fiorai, unitamente agli antiquari e tassisti dichiarano guadagni vicino alla soglia della povertà’.


