Alternativa Molise. Tuteliamo i dimenticati: i malati della sanità molisana

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Gli accadimenti della sanità molisana fanno davvero specie a parte. Come sia possibile che in una regione così piccola non si sia stati in grado di conformare un servizio sanitario regionale degno di questa nome è davvero straordinario. Eppure in altre realtà similari non siamo combinati così. Nonostante abbiamo tutti compreso che lo smantellamento della sanità pubblica parte da lontano ed è trasversalmente progettata da interessi contro-costituzionali a danno del popolo. Sprechi, tagli, disservizi, convenzioni, strutture pubbliche in deficit strutturale e funzionale, liste d’attesa infinite ma soprattutto indefinite, integrazione col privato reputata inevitabile ma salvavita per l’eccellenza. Forse il PNRR riuscirà a mettere qualche toppa. Forse anche in ritardo rispetto al ruolino di marcia altrove. Sono soldi che graveranno ulteriormente sulle tasche dei molisani. Sono da restituire, in gran parte, dalle tasche dei contribuenti. Teniamolo presente. Sono stati stanziati con la teoria della progettazione congrua alla fattibilità e dell’obbligo di obiettivi, che le amministrazioni regionali hanno accordato. Un tema inflazionato mediaticamente. E anche tra le chiacchiere da bar. Tutti a lamentarsi. Più di qualcuno bivacca indifferente. Un tema inflazionato politicamente. Puntualmente ad ogni tornata elettorale c’è qualcuno che promette di risolvere qualcosa, almeno in parte. Nella migliore delle ipotesi nella più piccola parte fattibile. Troppi interessi. Comitati di qua e di là. Qualche intervento e qualche iniziativa. Tutte belle cose. Ma poi? Uno spettacolo penoso. Le notizie che giungono dal Veneziale sembrano inaugurare in nuovo filone. Protestano gli anestesisti, figure di riferimento in tanti aspetti del circuito ospedaliero. Evidentemente non è soltanto una questione economica. Ma operativa, di abbandono, di solitudine, di difficoltà, di disagio.
Forse dovremmo dire finalmente, anche gli addetti ai lavori mostrano la propria esasperazione. Non retributi, raggirati e confusi da una politica sanitaria che resta impassibile. Che mostra i muscoli contro coloro i quali poi soppesano sulle proprie spalle responsabilità operative, studio, fatica, sacrifici, professionalità, rinunce. Per soldi? Anche. Ma forse anche perché ciascuno ha nel proprio dna la volontà di salvaguardia e di appartenenza ad un credo non solo deontologico. Certo inviare un esercito allo sbaraglio non è mai una grande scelta. Vedremo cosa accadrà alla Rianimazione pentra. Capeggiata dalla responsabile che scopriamo essere la nuora dell’assessore alla sanità, Michele Iorio. Un veterano trentennale della sanità e della regione. Che non dobbiamo, crediamo, raccontare a nessuno.
Una cosa è certa se anche gli addetti ai lavori, e vedremo se saranno seguiti dagli altri presidi regionali, stanno imbracciando una protesta di tale portata, evidentemente è stata sopito sotto la cenere un fuoco che richiama l’attenzione di tanti. Forse, piuttosto, avrebbe dovuto richiamare l’attenzione della Asrem per i propri dipendenti. Piuttosto che discriminarli persino nei confronti di libero professionisti. Straordinariamente favoriti, come riportato da più parti. C’è un contrappeso tragico. Quali sono gli intenti reali?
Privilegi e disservizi che proprio il governo Meloni ha voluto sventare per cacciare via i gettonisti dal pubblico, secondo le recenti normative.
Eppure le strutture private sono in piena salute. I tetti di spesa disposti annoverano milioni di euro. Le convenzioni, pur nel drammatici disavanzo, si allargano a macchia d’olio. Per salva Responsible si è fatto l’impossibile. Senza neanche capire bene come e perché profondamente. Cosa accadrà se questa protesta pentra si allargherà ad altri specialisti, ad altri presidi? Chi vuole tutto ciò? E il decreto Molise? E i fondi europei? Possibile che in tanti anni i dirigenti e i politici regionali non siano riusciti a mettere su un piano sanitario e una organizzazione di servizi sostenibili? Chi risponde di tutto questo disastro? Ma c’è chi è più dimenticato. Che, al massimo, si menziona per forma. Gli ammalati ! La vera tristezza è per chi vive una tragica fragilità. Possibile che un cittadino molisano debba disperatamente espatriare o rivolgersi al convenzionato o a pagamento al privato per trovare risposte, senza un vero perché, alle proprie esigenze? E cosa può fare chi, per vari aspetti, non ne ha la possibilità, abbandonato al proprio destino fatale? Sei milioni di italiani non si curano. In rari casi siamo al di sotto del 6% di rinunce. In Molise siamo al 9%. Non è poco. Anzi.
Chi di dovere li conosce questi numeri? Li nasconde? Li ignora? Li integra? Prende provvedimenti anziché sostenere che va tutto bene? Si è fatto qualcosa per opporsi a sedici lunghi anni di commissariamento? Oppure ha fatto comodo?
Chi, presto , dovrà rivolgersi ai propri aguzzini salvarsi la pelle o prendersi cura di quella di un proprio caro?
Passatevi la mano per la coscienza.

Alternativa Molise