Alternativa Molise: si dimettano subito Iorio, Roberti, Di Santo e i commissari

Dopo quanto accaduto tra le dichiarazioni Asrem e Regione sulla tenda di Castrataro e sulla difesa del presidio pentro oltre a quanto spavaldamente e arrogantemente sostenuto, dopo l’approvazione del bilancio e la conferenza di fine anno del presidente Roberti, c’è da rimanere basiti. Non ci sono parole per lo sdegno che il popolo molisano dovrebbe assaporare dopo una tale offesa. Isernia città vuota e poco attrattiva. Così i commissari. Come se Termoli, roccaforte dell’ex sindaco, e Campobasso fossero di un’altro pianeta. Li’ non sembrano esserci problemi. Sarà vero? Intanto da Asrem arriva l’indagine interna per i due decessi per sospetta intossicazione alimentare. A noi Campobasso risulta un freddo casermone senza vita. E Termoli vive per soli tre mesi all’anno. Di cosa stanno parlando. In quale regione vivono. Faremo.. diremo …le solite chiacchiere. Sono tre anni di governo politico con i dinosauri del ventennio di destra. A sinistra il nulla, dopo la parentesi più importante di fratturiama memoria a cui ancora si sentono le urla allo scandalo. Andatevi a guardare i nomi. Gli stessi di sempre. Soprattutto da tenere bene a memoria. La giunta Roberti è sovrapponibile a quella di Toma. Cosa è cambiato? Il direttore generale Asrem. Non pervenuti, per carità, i parlamentari molto assonnati conquistadores d’oltremanica e i patrioti leghisti e caciocavallo in cerca di ponti sullo stretto del Volturno. Di Santo, che odora tanto in quota Iorio, ha imparato la stessa pappardella a memoria. Tutto apposto raga. Stiamo risolvendo. È tutta colpa di questa arida terra secondo il beneventano. A proposito ma dov’era Iorio alla conferenza di Roberti, che tanto ci ha tenuto a dire tutti promossi anche gli assessori a pieni voti. Nessun rimpasto preannunciato. A fare danni. Il Molise non esiste. O meglio esiste solo per loro. Si parla solo di sanità. Non c’è un ambito sociale, culturale, produttivo e dei servizi al cittadino che non gridi pari vendetta. Ma le destre si sa. Per propria convenienza, per interessi, per moneta, per consenso, pur di privatizzare servizi e trasformare questo paese a proprio uso e consumo, venderebbero l’anima al demonio. E l’opposizione? Uguale . Non pervenuta. Qualche smanceria. Nulla di che. Inconsistenti in termini politici. Bacchettati non sia mai alzino la mano. D’altronde nelle mani dei propri feudi e feudatari cosa mai ne può uscire. Sono in religiosa attesa dei ricorsi ai decreti commissariali. I commissari per la sanità recitano il ruolo di commissari liquidatori. I conti non tornano. Per il Molise i soldi non ci sono. Miseri esecutori numerologi dei dettami che vanno da Bruxelles passando per Roma fino a Campobasso. Ne chiediamo la rimozione. E chiediamo le immediate dimissioni di Roberti, che di motivi validi ne ha almeno due. Attendiamo, visto il tono del comunicato, le dimissioni di Di Santo. E dell’assessore Iorio, visto che del suo ruolo e della sua palpabile presenza siamo totalmente ignari. Servono questi fatti. Il tempo delle chiacchiere deve finire. Mentre le tende devono aumentare.


