Alternativa Molise. Regione ormai al capolinea. Si sciolga questa inutile giunta regionale che ha rubato il futuro del popolo molisano

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Siamo arrivati al capolinea. Una opposizione tardiva, inconsistente e scarsamente credibile, per quanto apprezzabile, non è riuscita né riuscirà a contrastare concretamente con un progetto serio di regione, oltreché di sanità, un piano che viene viceversa da lontano nel tempo e nei riverberi del cosiddetto sistema Molise. Ora si raccolgono i cocci. C’è solo da piangere. Un POS aggiornato che di fretta e furia ancora una volta viene calato dall’alto. Abbiamo sentito varie argomentazioni tra le più inerenti. Mancanza di primari (che non sappiamo a cosa sarebbero poi utili in un Veneziale alla deriva totale); punti di ricovero evidenziati nelle modalità sub conditione per emodinamica e punto nascita ( ma senza comprendere che manca il concetto di base e globale di ospedale); spreco di denaro pubblico per gli interventi infrastrutturali che a questo punto non serviranno a nulla (se non fumo negli occhi per spendere qualche soldo del PNRR totalmente inadeguato, in ritardo e solo parzialmente utilizzato, con cui ora si vuole porre una pezza estrema al disavanzo associato agli emendamenti Lotito – Lancellotta); Agnone realmente sottodimensionato, pur essendo centro sanitario disagiato, ma soprattutto generatore di spese senza un razionale di logica ( basta guardare la media delle prestazioni del pronto soccorso attuale nelle 72 ore, rispetto ai costi aggiuntivi e dei gettonisti privati e le mirabolanti formulazioni di chirurgia errante).
Qualche giorno fa nell’assemblea fantasma, che aveva in oggetto la discussione sul rischio del totale default, assente il presidente e, a corrente alternata, il capolino in aula del pseudopresente assessore alla sanità, nella più tragica rappresentazione del teatro dell’assurdo. Ancora più assurda l’assenza di una mozione di sfiducia, di un attacco politico feroce, senza pseudonimi, e la declamazione dell’oltraggio alle istituzioni, per mano dei ricatti del rimpasto sottobanco di cui è ampiamente consapevole il centrosinistra. Nulla di nulla. Si va a tentoni, tra una destra sorda e cieca, ma palesemente carnefice, e una sinistra inconsapevolmente complice che blatera al vento, nella piena dinamica dell’immobilismo di una casta politica scandalosa e priva di visione di futuro e di un progetto costruttivo, per mano degli alibi provenienti da Roma e dal commissariamento straordinariamente ventennale, in cui non si è mai alzato un dito. Perché le chiacchiere stanno a zero. Persino dei ricorsi si preannuncia neanche l’aria. Totale l’assenza di programmazione, con le solite promesse non mantenute, una barca di denari pensati come illusoria toppa del magna magna e una lotta per la sanità pubblica che ha solo il sapore della retorica.
Ai burattini e burattinai della fine del Molise chiediamo di sciogliere questa sceneggiatura dell’orrore delle ennesime mancate occasioni di redimersi da bancomat dell’azzeramento del futuro del popolo molisano.

Alternativa Molise