Alternativa Molise. Regione al palo. Consiglio regionale in paralisi. A pagarne le conseguenze solo i cittadini

Lo stallo della regione è tragico. In ogni sua forma. Ci avviamo al secondo tempo della giunta e non si muove foglia. Sembra tutto una parodia. Faremo e diremo. Siamo alle solite. Nessuno dei problemi che affliggono la regione trova uno sbocco. In presenza, per l’ennesima volta, del fuoco amico al governo centrale. Sulla sanità dei ricorsi neanche l’ombra. Si spendono le classiche analisi fatte di belle parole. Ma poi c’è una proposta, un progetto, una visione? O riempirsi la bocca di sanità pubblica basta? I commissari restano in sella. Anzi Roberti anziché dimissionario viene proposto commissario. Interlocuzioni col ministero sono a zero. E Lotito continua con le promesse. L’eurodeputato sputa sentenze sulla destra molisana e sulla politica in sanità. Coerentemente al suo ruolo. Resiste la tendopoli solo al Veneziale. Perché per il resto la Asrem decanta intenzionalità e risultati brillanti, nascondendosi in dietrologie e proclami futuristiche che appaiono invece sempre più nebuloso. I decreti ingiuntivi, figli di regolamenti e finanziarie, sono il testimonial ineccepibile di risorse che per la sanità pubblica vengono sempre più a mancare. Così non è per le attività aggiuntive che continuano ad essere distribuite a pioggia, prive di alcuna razionalizzazione. Sembra più figlie delle necessità di consenso politico che di una razionalizzazione gestionale. Anzi la cattiva gestione del pubblico stride fortemente con ciò che solo tardivamente l’opposizione regionale sulla carta denuncia. La necessità di rivedere i conti e i fondi divisi con in privati.
Intanto qualcosa cambierà. È evidente. Le associazioni di sanità private si difendono addirittura ammettendo che il gettito di risorse sottratto ai fondi pubblici è una balla colossale. Dei parlamentari in sostegno non c’è traccia. Anzi la necessità di integrazione con i privati che da tempo è in corso proprio al Veneziale è una realtà sotto gli occhi di tutti. Il PNRR non fa vedere i suoi effetti. E se si tratta solo di case di comunità mentre le strutture ospedaliere sono fatiscenti e decadenti bisogna trovare le giuste risposte. Non vi è tracciabilità trasparente delle liste d’attesa, che ondeggiano nel mistero ma che sottraggono altre risorse finanziarie. Fondi peraltro alle quali accede proprio il privato integrato. La paralisi istituzionale su viabilità, lavoro, spopolamento, trasporti, efficientamento, poli industriali, immigrazione, sviluppo e investimenti è mostruoso. Non si affronta e risolve uno solo dei problemi. Uno stato di immobilismo assurdo mentre questa casta di privilegiati che siede al consiglio regionale e nelle amministrazioni recita il ruolo minimo sindacale. Eppure si tagliano servizi al cittadino mentre gli sprechi non si contano.
Il bilancio previsionale è a rischio. E non saranno i 90 milioni di Lotito salvare la regione che non esiste. La regione è al palo. E a pagarne spese sono solo i cittadini.


