Alternativa Molise. Quanto conta una vita : una tenda o una pubblicità?

La tenda ha il suo senso ancora. È indice di presidio. Di presenza. Debole, deformata ma pur una presenza. Fisica. Reale. Di un impegno. Non massimale ma unico. Apparentemente singolo. Apparentemente solitudinario. Solidale e solidarizzato. Abbandonato a sé stesso e quasi naufragato. Fatto naufragare. Intorno ad una persona, finalmente anche istituzionale, si è stretto parte del popolo isernino. Un sussulto nel silenzio assordante. Anche di questa stessa amministrazione comunale per com’è stata per troppo lungo tempo. Tra assessorati e deleghe mancate e l’impotenza tipica delle specchi riflettenti che anche a sinistra proviene dalle disturbate origini parlamentari, che ancora cercano la ribalta di una credibilità perduta. Già i parlamentari. Dove sono?! Le dinamiche perverse di una opposizione presunta, per intenderci, che arrivano fino al consiglio regionale, fino alle forze civiche che albergano quel lato. Non solo palesemente dal governo nazionale, di destra. Anche da quelle parti, apparentemente opposte di colore, in quel di palazzo Aimmo manca una visione, con tanti slogans e poca sostanza. Soprattutto non un programma vero. Non solo in sanità. Non solo per la sanità pubblica. L’immobilismo e l’inerzia regnano sovrane da tempo in questa terra. Le colpe e i colpevoli? Nessuno li cita. Neanche da parte della presunta opposizione. Ricorsi e destituzione del commissariamento che altrove è divenuta realtà, come in Campania e Calabria, e che qui si infrange contro un muro di gomma. Dove evidentemente troppe sono le collusioni più o meno occulte. È un fatto logico per quanto non evidente. Questa terra sembra governata da una impalpabile mafia bianca ed eterea. Dove nulla può e deve cambiare. Uno spettacolo complessivamente indecente sotto il profilo istituzionale. Il Molise esiste ma solo per qualcuno ed è un eccellente bancomat per pochi. Escono fuori dal cilindro magico del web regionale video che raccontano verità declamate sul ritornello tutti sanno ciò che tutti devono sapere. Ma nessuno ha fiatato. Nessuno ha fiatato neanche quando il Molise è stato cosparso, in apparente contrapposizione alla tenda pentra ( l’unica in regione perché le altre sono in vacanza per campeggio), di cartelloni pubblicitari della AIOP. Ma chi è sta AIOP? Nessuno lo sa? O tutti sanno perché sanno di sapere che sanno. Insomma l’associazione italiana sanità privata. Che niente di meno di poco che si disturba a supportare una campagna di informazione presunta, senza specifiche e alcunché, a favore della altrettanto presunta bugia su quanto e come la sanità privata privi la sanità pubblica di risorse. Non fosse altro che più di qualcuno, da queste parti, sostenga, contraddittoriamente, che l’integrazione con i privati risulta necessaria se non obbligatoria. Non fosse altro che, sotto gli occhi di tutti, interi reparti pubblici al Veneziale sono stati privatizzati e di già integrati. Con tutte le problematiche che ciò comporta. Non fosse altro che sopravvivono in regione, per fortuna ma anche per disgraziati deficit organizzativi, convenzioni con più strutture, alquanto valide perché dotate di eccellenti professionalità mancanti al Veneziale. Le stesse che evidentemente hanno animato i cartelloni pubblicitari ignorati da tutti. E guarda caso anche dall’entourage istituzionale.
Per noi non vale certo l’assunto che una vita vale quanto una pubblicità. Né si può dire che argomentare con un oscura pubblicità, neanche altrettanto occulta, si voglia e si possa supportare la sanità privata. Non è forse dunque una sanità che priva? Questo vuole significare il bel satirico cartello che acclama alle rituali cavolate? Non è dato sapere. Non c’è firma alcuna.Tutti nascosti dietro l’AIOP. E allora un po’ di clamore vogliamo darlo noi a questi cartelli. A cui nessuno risponde. Che pervadono le riflessioni di 8mila persone presenti alla manifestazione per la sanità pubblica tenutasi ad Isernia. E che dicono probabilmente: ma quante bugie bisogna ascoltare? Chi le dice? Quante verità esistono? Forse questi cartelli volevano instillare il beneficio dell’atroce e terrificante dubbio. Descrivono anziani disperati nell’immagine. E allora a noi invece fanno specie nell’ordine. In primis nessuno dice nulla? Tutti sanno di sapere. Apposto cosi? Poi. Possibile che in tanti anni di commissariamento e di convenzioni con i privati non si sia preferito ridiscuterle queste benedette convenzioni?! Al regime della mobilità attiva e passiva, tra l’altro. Numeri da paura. E noi invitiamo la pseudopposzione ad occuparsene. Visto che apparentemente il governo Meloni centrale e il solidale locale prima diniegano le istanze dei privati e la promozione dell’abbattimento delle liste d’attesa , poi ad onore della verità, vengono smentiti dalla entità degli investimenti e da ciò che appunto a livello regionale sopravvive. Non ne parliamo dell’effetto accise. Basta guardare i numeri, quelli che tanto fanno contare quando pensano assoluti.
Infine possibile che la politica regionale, soprattutto quella che ha governato almeno nell’ultimo ventennio, non solo abbia promosso convenzioni, ma non abbia mai deciso di dotarsi in ambito pubblico almeno dei due principali reparti in convenzione presso l’attuale Responsible e Neuromed. Mai pensato neanche di richiamare professionalità di portata specialistica e ultraspecialistica offrendo oneri, carriere e professionalità, anziché devianze politiche di sfavillanti curriculum?
Queste nostre domande le giriamo, consci di quanto inascoltate, alle istituzioni regionali. Ma chi sono i veri colpevoli dello sfascio della sanità pubblica del piccolo Molise che, anziché brillare, è stato lasciato morire?
Alternativa Molise


