Alternativa Molise, occorre una visione di sanità ospedaliera piuttosto che la difesa dei singoli reparti

A proposito di punti nascita.
C’è più di qualcuno, contato sulle punte delle dita di una sola mano, che racconta le vicissitudini della sanità pentra, vittima sacrificale non unica del nuovo piano sanitario regionale. Anzi spesso noi di Alternativa Molise non ci siamo sentiti in estrema solitudine. Anzi ci è stato dato spazio, mentre mediaticamente veniamo oscurati con un agilità silenziosa oltre che con il silenziatore. I tagli evidenziati dal nuovo piano non nascono ieri. Vengono da lontano. Ci sentiamo di fare soltanto una lieve polemica, che invece deve decantare necessariamente tutta l’inerzia, l’incapacità e l’incompetenza di una classe politica e dirigenziale che, che con ampie e profonde complicità, in una logica di interessi privati nella cosa pubblica, ha smantellato in una regione piccola, dotata di enormi potenzialità, la sanità pubblica.
A Campobasso e a Termoli sembra tutto a gonfie vele. Ma la mannaia si è fatta sentire anche da quelle parti. A cornice l’ebetismo ideologico e di parte, a impronta clientelare, dei cittadini, ammutoliti anche dalla disperazione e dagli illusionismi che li deportano presso strutture apparentemente più efficienti. Non scopriamo oggi che se azzoppi un cavallo devi saltare su un altro carro. La fuga di professionisti continua. Ovviamente. Altroché attrattivo questo contesto. Dove la dipendenza nel pubblico è schiacciata, umiliata e afflitta da regolamenti, discriminazioni, invarianza finanziaria, tagli di personale e di spesa, pagamenti in ritardo e mancanti ( già contestati nelle sedi giuridiche), deficit organizzativi, scarsa crescita e valorizzazione professionale e escursioni di carriera, persino per chi c’è già in servizio da tempo. E si perché poi il consenso elettorale si esplica anche con questo. La meritocrazia è azzerata. E la pervasività politica fa danni in ogni dove. È stato un invito recitato dal patron della Neuromed, il che è tutto dire e fare. Dal Cardarelli son fuggiti via almeno altri sei anestesisti. E al Veneziale, integrati da gettonisti d’occasione ancora una volta rinnovati alla stregua di decreti meloniani fuffa, sono rimasti soltanto quattro anestesisti dipendenti. Ad essi si aggiungono gli specializzandi che vengono integrati come personale a tutti gli effetti. Lo ha scoperto Castrataro. Come si fa col punto nascita ? A questo si aggiunge quanto evidenziato da alcuni giornali che hanno raccontato le contestazioni partite proprio dagli anestesisti-rianimatori verso le anomalie che da anni erano presenti nel punto nascita pentro. Si tratta dell’assenza della terapia intensiva neonatale e di pediatri neonatologi. Sempre a proposito del punto nascita pentro sorge un terribile dubbio su cosa effettivamente si stia argomentando, non nel senso delle sterili quanto inutili polemiche che ruotano intorno al sindaco e la tenda. Ma piuttosto del ruolo della politica in sanità, argomento permanentemente inflazionato. Nulla ha potuto e può il commissariamento, la prefettura, il consiglio regionale, la Asrem, la conferenza dei sindaci e i parlamentari eletti che insieme all’eurodeputato sospettosamente non hanno proferito parola? E’ tornata alla ribalta, finalmente, la ridiscussione delle convenzioni con i privati e certe logiche di sospetto che vanno persino oltre gli innumerevoli ricorsi al POS preannunciati da una parte e dall’altra. È venuto fuori d’improvviso che i rimborsi regionali avvengono senza alcun razionale e controllo, per prestazioni ignote pagate milioni di euro all’anno. Ulteriore materia da portare alle mute procure e Corte dei Conti. Com’è possibile? Muti tanti addetti ai lavori, i sindacati di categoria e gli ordini professionali sanitari, tranne rarissime occasioni, talora nascosti nelle posizioni di circostanza. Viene quasi da ridere tragicamente.
Ma a noi sorge ancora un dubbio. Decreto Molise sparito. L’emendamento dei 90milioni sparito. Deroghe al Balduzzi mai chieste. Carteggio dei tavoli ministeriali avvolti in un apparente misterioso viavai prima dell’esplosione. Castrataro monta la tenda il 26 dicembre 2025. Per noi simbolico presidio inamovibile.
Non interessati alla causa i parlamentari eletti e nemmeno l’eurodeputato eletto in Commissione Salute in quota Lega, nonché esponente della sanità privata.
L’europarlamentare cinquestelle sostiene appena qualche giorno fa che lo Stato in Molise si è praticamente fermato. Soltanto i parlamentari del PD si muovono, ma soltanto adesso, ai fini di una interrogazione aI Ministro del lavoro e delle politiche sociali in quota Lega, che risponde che non sarebbe in pericolo il diritto alla salute dei molisani e che il nuovo piano sanitario ne rappresenta ancora una garanzia. Che sia una fantasiosa farsa tutto ciò? A che gioco stiamo ancora giocando? Il mistero si infittisce, vista la logica dei numeri e le contestate anomalie degli operatori del punto nascita pentro, che continuerebbero pericolosamente a far sopravvivere una condizione di scarsa sicurezza assistenziale, ammesso che sia riabilitato a nuova vita. Mentre avrebbe piuttosto l’esigenza di un vero restyling a fini della massima garanzia per le mamme e i bimbi che nasceranno al Veneziale. Rimane la considerazione evidente sulla assoluta necessità di tenere conto che una semplicistica difesa di uno o più reparti, così come di uno o più singoli ospedali, in una versione che non contempli alcuna reale integrazione funzionale all’interno dei diversi soggetti della sanità pubblica, con modalità di riorganizzazione e razionalizzazione, piuttosto che di mera integrazione insolvente con i privati, non avrà un futuro stabile e costruttivo. Soprattutto se la visione continuera’ ad essere miope davanti a questa realtà e al futuro.
Quando i molisani si renderanno conto di aver perso un diritto sarà sempre troppo tardi.


