Alternativa Molise: meglio un civile, sano e libero SI al referendum nel nome del cambiamento per una Giustizia Giusta e territoriale

Nel marasma dei comitati le posizioni civiche vengono oscurate. Siamo chiamati a breve come popolo della libertà a partecipare ad un referendum costituzionale sulla magistratura privo di quorum. Con il difetto congenito dell’essere nato sotto la cattiva stella dell’assoluta mancanza del dibattito parlamentare. Questa la logica delle destre coi numeri. Ma non meraviglia. Neanche una sinistra asettica e ideologica, incapace di argomentare nel merito della proposta di riforma, impegnata alla caccia alle streghe, al futuribile, al probabile futuro giuridico di un paese, in cui, viceversa finalmente, si è evidenziato quanto disfunzionale sia il sistema giuridico. Per non parlare dei meccanismi astrusi che animano l’Associazione Nazionale Magistrati e neanche a farlo apposta le loro nomine e le loro carriere. In regione è mancata l’assenza di un dibattito ragionato sulle procure che abbondano e sui tribunali di servizio. Male a chi ci capita nelle maglie della legge. Il dibattito sulla giustizia sarebbe dovuto essere più ampio e profondo. Ma d’altronde la legiferazione ordinaria è fatto arbitrario della parte politica che avrà sempre il primo diritto dei numeri per farlo. Come sempre. Noi di Alternativa Molise non ci siamo uniti al dibattito dei comitati di frontiera. Né ad indicazioni di massima. Ogni cittadino è libero di scegliere come crede. Tutti strumentali alle ragioni proprie i ragionamenti ispiratori. Ovviamente la proposta di riforma contiene lati positivi e negativi. Alla fine di un percorso non poco semplice, intriso di tecnicismi, ideologismi, di anti-governo, di anti – magistratura, non si può che prendere atto della estrema fame di giustizia che si diffonde tra addetti ai lavori e popolo. Per quanto affetto dalla sindrome della politicizzazione pervasiva, nelle more di una semplificazione civile e libera noi siamo giunti alle conclusioni che un SI è più efficace e vantaggioso del no. Mettendo al centro le esigenze del comune cittadino.
Che questa riforma sia l’inizio piuttosto di un percorso. In ogni caso che valorizzi il sistema giustizia all’interno di una democrazia debole, inefficiente e tecnoburocratizzata come la nostra. I problemi della giustizia sono diffusi. E in ogni caso pensiamo che chi è si sente pronto ad orientarsi a favore del SI a questa riforma, per quanto imperfetta, debba sentirsi coinvolto da questa occasione. Indipendentemente da chi provenga. Così come dalle formule ad essa connessa. Perché come cittadini liberi è probabilmente il caso che si dia assolutamente vita ad un percorso di cambiamento necessario che proprio dalla magistratura deve partire in primis. Dovrebbe essere utile pensare a separare carriere e formazione dei ruoli inquirente e giudicante. Dovrebbe essere utile iniziare un percorso in cui venga messo su un organo che giudichi l’operato dei giudici. Fanno da sfondo addetti ai lavori fermi al palo delle fazioni o del devastante mutismo e immobilismo. Un torpore che in ogni caso non fa il bene di una giustizia libera territoriale soprattutto efficiente. Votare SI per noi apporta questo significato. Iniziare quel percorso di cambiamento di un sistema che non è autonomo e non lo sarà mai davvero. Che non può rappresentare un terzo potere. Ma piuttosto il vero ordine di controllo della società. Evviva la giustizia giusta. Meglio un libero, sano e civile SI di un no.


